L'atto aziendale
Con le delibere 86/2006 e 2011/2007 la Giunta regionale ha dettato le linee guida per l’adozione, da parte di tutte le Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna (Aziende Usl, Aziende Ospedaliero-Universitarie, Aziende Ospedaliere, IRCCS Istituti Ortopedici Rizzoli) dell’atto aziendale, lo strumento che disegna l’organizzazione e le articolazioni di governo dell’Azienda sanitaria e i suoi rapporti con gli Enti locali, la Regione, le rappresentanze dei cittadini.
L’emanazione delle linee guida era prevista dalla legge regionale n. 29 del dicembre 2004 “Norme generali sull’organizzazione ed il funzionamento del Servizio sanitario regionale”.
In queste direttive, tra gli aspetti da sottolineare, figurano la partecipazione dei professionisti alle scelte strategiche aziendali, le funzioni di ricerca e innovazione, l’organizzazione distrettuale e dipartimentale.
La partecipazione dei professionisti alle scelte strategiche aziendali
La partecipazione degli operatori è perseguita attraverso significative novità sull’organizzazione, in particolare riguardo alla direzione aziendale e al collegio di direzione.
La direzione aziendale rafforza l’unitarietà della funzione di governo dell’Azienda sanitaria. E’ organismo che opera in modo collegiale assicurando il concorso dei diversi punti di vista tecnici e professionali alle fasi di elaborazione e di verifica dei programmi di sviluppo e di organizzazione dei servizi e realizzandone l’integrazione per definire le strategie aziendali. E’ per questo che la direzione generale, assieme alla direzione sanitaria e alla direzione amministrativa, è supportata dalle direzioni tecniche aziendali (ad esempio, la direzione infermieristica e tecnica e la direzione dell’assistenza farmaceutica).
Il Collegio di direzione è organo dell’Azienda sanitaria e vero luogo elettivo della partecipazione dei professionisti. Elabora proposte al direttore generale in materia di organizzazione e sviluppo dei servizi, formazione permanente del personale, ricerca e innovazione, libera professione. Vi partecipano, di diritto, anche i professionisti convenzionati (medici di famiglia, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali); è presieduto dal direttore sanitario dell’Azienda per sottolineare la funzione di supporto e al tempo stesso di autonomia dalla direzione generale.
Le funzioni di ricerca e innovazione
Il Servizio sanitario regionale ha identificato la ricerca come sua funzione istituzionale fondamentale, al pari di quella assistenziale, e dunque ricerca, innovazione, formazione devono essere parti integranti della politica gestionale di tutte le Aziende sanitarie. L’elaborazione di proposte in materia di ricerca e innovazione è una delle nuove e più rilevanti funzioni assegnate al Collegio di direzione.
L’organizzazione distrettuale e dipartimentale
Le Aziende Usl sono suddivise in Distretti (articolazione territoriale del governo aziendale, luogo della formulazione dei piani di committenza che esprimono il fabbisogno di assistenza della popolazione di riferimento, punto privilegiato delle relazioni tra Azienda Usl ed Enti locali), in Dipartimenti territoriali (Dipartimento di sanità pubblica, Dipartimento di cure primarie, Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche) e in Dipartimenti ospedalieri. I Dipartimenti sono le strutture organizzative deputate alla erogazione dei servizi, a loro volta sono organizzati in Unità operative/Servizi, deputati a garantire globalità dell’assistenza, assicurare il governo clinico.
Le Direzioni di presidio ospedaliero, la direzione farmaceutica, le direzioni infermieristica e tecnica coadiuvano i direttori dei Dipartimenti (territoriali ed ospedalieri) per le rispettive aree di competenza; la specialistica ambulatoriale è gestita da ogni Dipartimento con il coordinamento di un responsabile aziendale.
Le Aziende Ospedaliere, le Aziende Ospedaliero-Universitarie, gli IRCCS (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) sono organizzati in Dipartimenti ospedalieri.
Nei link le delibere 2011/2007 e 86/2006
