Servizio sanitario regionale: programmazione e organizzazione

foto: Um medico parla con una paziente

"La tutela della salute come diritto fondamentale dell´individuo ed interesse della collettività è garantita, nel rispetto della dignità e della libertà della persona, dal Servizio sanitario nazionale, quale complesso delle funzioni e delle attività assistenziali dei Servizi sanitari regionali" (art. 1 decreto legislativo n. 229 del 19 giugno ´99)
Il Servizio sanitario regionale è costituito dalle strutture, dalle funzioni e dalle attività assistenziali rivolte ad assicurare, nell´ambito del Servizio sanitario nazionale e nel rispetto dei suoi principi fondamentali, la tutela della salute come diritto fondamentale della persona ed interesse della collettività ai sensi dell´art.32 della Costituzione ...(art.1, legge regionale n. 29 del 23 dicembre 2004)

Il Servizio sanitario regionale dell´Emilia-Romagna
Il Servizio sanitario regionale garantisce a tutte le persone servizi appropriati e necessari per la tutela, la cura ed il recupero della salute, assicurando uniformità nell´accesso e nella erogazione delle prestazioni e dei servizi nel rispetto dei tre principi fondamentali del Servizio sanitario nazionale: universalismo dell’assistenza, uguaglianza di accesso, solidarietà.
Questi principi sono stati ribaditi nel decreto legislativo n. 229/99 che identifica nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA),  le prestazioni ed i servizi essenziali per la tutela, la cura e il recupero della salute,  da assicurare a tutti e in modo uniforme in tutto il Paese, la modalità concreta per applicarli. I LEA sono stati definiti dal decreto del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001. L´Emilia-Romagna, recependo con due delibere (295/2002; 1365/2002) il decreto del Governo, ha assicurato all’interno dei LEA prestazioni e servizi aggiuntivi.

La legge regionale 29/2004 "Norme sull´organizzazione e il funzionamento del Servizio sanitario regionale" (che interviene sulla legge regionale di recepimento del decreto legislativo 229/99, la 11/2000),  ridisegna organizzazione e funzionamento in un’ottica federalista, sulla base delle competenze assegnate alle Regioni dalla riforma del titolo V della Costituzione. Rafforza le competenze degli Enti locali in materia di programmazione, verifica e controllo, la partecipazione degli operatori sanitari al governo aziendale e il rapporto della Regione con l´Università nel campo dell´assistenza, della ricerca e della didattica. Introduce il bilancio di missione, un nuovo strumento con cui le Aziende sanitarie danno conto annualmente dei risultati dell´attività assistenziale in rapporto agli obiettivi di salute assegnati dalla Regione e dalle Conferenze territoriali sociali e sanitarie, che si affianca ed è complementare al bilancio di esercizio economico-finanziario. 

La legge regionale n. 2/2006 ha definito composizione e funzioni degli organi degli IRCCS (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico), dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 270 del 2005 che ha affermato l’autonomia normativa regionale sulla gestione degli stessi.

Con le delibere della Giunta regionale 86/2000 e 2011/2007 sono state approvate le linee guida per la redazione, da parte delle Aziende sanitarie, dell’atto aziendale, atto che definisce l’organizzazione e il funzionamento delle stesse Aziende.

Per assicurare "presa in carico" della persona con il suo bisogno di salute e continuità delle cure, il Servizio sanitario regionale dell´Emilia-Romagna ha organizzato i servizi in rete, persegue l’integrazione socio-sanitaria e il rapporto con i Comuni per l´assistenza sociale.
Al fine di  migliorare l’appropriatezza dei servizi erogati, la relazione con le persone che si rivolgono ai servizi, la partecipazione della comunità regionale, affida un ruolo strategico alle attività di informazione e comunicazione, anch´esse programmate e realizzate in rete tra Regione e Aziende sanitarie.
 
La struttura del Servizio sanitario regionale è costituita da:  11 Aziende Usl (Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Imola, Ferrara, Ravenna, Forlì, Cesena, Rimini); dalle Aziende Ospedaliero-Universitarie di Bologna,  Modena,  Parma,  Ferrara; dall´Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia e dall´Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico).
Fanno parte del Servizio sanitario regionale tutte le strutture ospedaliere, residenziali e ambulatoriali pubbliche; le case di cura, le strutture residenziali e ambulatoriali private, profit e no profit, accreditate (alle quali le persone possono accedere senza oneri economici). Tutte le strutture pubbliche e private che operano nel Servizio sanitario regionale devono essere accreditate (legge regionale 34/98 e delibere applicative).
Per l´ottimizzazione e l´efficienza dei servizi tecnico logicistici o per funzioni di assistenza con bacino sovraziendale sono state istituite tre Aree vaste: Emilia nord (Aziende sanitarie di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena), Emilia Centrale (Aziende sanitarie provincia di Bo e  Ferrara), Romagna (Aziende sanitarie di Cesena, Forlì, Ravenna, Rimini)

La Giunta regionale – Assessorato politiche per la salute – governa il Servizio sanitario regionale.
Dal 2005, all´Assessorato politiche per la salute fanno capo anche la programmazione e la gestione delle politiche per la non autosufficienza e il coordinamento dei servizi socio sanitari.
Le politiche regionali sono mirate a sviluppare un welfare universalistico, equo, radicato nelle comunità locali e nella regione.

Il principale strumento di programmazione dei servizi e degli obiettivi di salute è il Piano sociale e sanitario regionale. A livello regionale è stata istituita una "cabina di regia", luogo di progettazione e concertazione delle politiche sociali e sanitarie a cui partecipano Amministratori regionali e locali.  

L´organizzazione dell´Assessorato politiche per la salute e politiche sociali è in capo alla Direzione generale sanità e politiche sociali.

L’Agenzia sanitaria e sociale regionale svolge una funzione di supporto tecnico-scientifico all’Assessorato e alle Aziende sanitarie.