A Pievesestina il punto sui progetti di Area Vasta Romagna
Anche l'assessore regionale alle politiche per la salute Giovanni Bissoni ha partecipato al seminario a Pievesestina che ha fatto il punto sui principali progetti avviati nell'Area Vasta Romagna (che riunisce le Aziende Usl di Rimini, Ravenna, Cesena, Forlì) e sugli sviluppi futuri. Si è parlato di Irst di Meldola, di laboratorio di Pievesestina, della Centrale operative 118. Alcuni dati nella nota di sintesi.
Pievesestina, Cesena - 5 febbraio 2010 - Il punto sullo stato di avanzamento dei più importanti progetti in corso e la discussione, con il contributo dei professionisti, delle linee di ulteriore sviluppo della rete di Area Vasta Romagna. Questo l’obiettivo del seminario, promosso dai presidenti delle Conferenze Territoriali Sociali e Sanitarie di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini e dai direttori generale delle quattro Aziende Usl parte della Area Vasta Romagna (Aziende Usl di Ravenna, Rimini, Forlì e Cesena) che si è tenuto venerdì 5 febbraio al Centro Congressi di Pievesestina di Cesena.
Rivolto ai componenti delle quattro Conferenze territoriali sociali e sanitarie e ai Collegi di direzione delle quattro Aziende Usl romagnole allargati ai coordinatori delle reti professionali, l’incontro ha rappresentato un’opportunità di confronto utile e necessaria al pieno e coerente sviluppo della rete di Area Vasta. L’incontro, introdotto dal coordinatore dei direttori generali di Area Vasta Romagna Tiziano Carradori, e a cui hanno partecipato oltre alle direzioni e ai professionisti delle Aziende Usl e delle strutture o servizi di Area Vasta, i presidenti delle Conferenze territoriali sociali e sanitarie, le Autorità locali, è stato concluso dall’assessore alle politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Giovanni Bissoni.
Di seguito, una sintesi dei primi risultati dei progetti avviati in Area Vasta Romagna, illustrati durante l’incontro, tratti dai siti internet delle quattro Aziende Usl parte della stessa Area Vasta.
Centralizzazione degli acquisti
L’attività di collaborazione e integrazione tra le Aziende Usl romagnole è iniziata nel 2003 con la condivisione delle procedure di approvvigionamento, le unioni di acquisto. Ad oggi, riferendoci all’ anno 2008 e alle procedure più rilevanti dell’anno 2009 già concluse, il bilancio appare più che positivo, sia in termini di impegno profuso che in termini economici. Sono infatti state espletate 54 gare; il valore base d’asta annuo complessivo è stato di 97,6 milioni di euro, con un valore base d’asta per il periodo di fornitura pari a 317,4 milioni di euro. In linea generale, i valori base d’asta, sono stati determinati prendendo a riferimento la sommatoria dei costi esposti dalle singole aziende. In estrema sintesi, senza considerare le significative differenze di maggior qualità dei beni considerati e limitandosi alle sole procedure esaminate, la strategia di approvvigionamento adottata dalle aziende di Area Vasta Romagna ha generato minori spese, rispetto a quelle sostenute precedentemente, pari a 10,5 milioni di euro annui, e 33,7 milioni di euro per il periodo di validità dei contratti.
Per quanto riguarda la gara relativa alla fornitura dei servizi per il Laboratorio unico di Pievesestina e per i Laboratori a risposta rapida delle 4 Aziende Usl, è stato ottenuto un abbattimento complessivo di circa il 10% rispetto agli importi a base d’asta. Nel caso della gara dei trasporti, sempre relativa al nuovo sistema organizzativo a rete, che coinvolge il Laboratorio di Pievesestina e i laboratori a risposta rapida delle 4 Aziende Usl romagnole, la base d’asta ha avuto un valore pari al costo sostenuto dalle singole aziende per i trasporti legati all’attività laboratoristica nel 2008, ridotto di circa il 25%.
Centrale operativa 118 Romagna soccorso
Il progetto “Romagna Soccorso” consiste nella centralizzazione delle funzioni di centrale operativa, a cui affluiscono le chiamate dei cittadini di tutta
La centrale operativa unica è dotata oggi di una delle più sofisticate tecnologie disponibili ed è per questo una delle tre realtà nazionali scelte per la sperimentazione del numero unico europeo (112) per l’emergenza. Si tratta di un sistema tecnologico (cartografia, radiocomunicazione, localizzatori,..) finalizzato a migliorare l’efficienza del sistema di ricezione-smistamento e ridurre l’errore umano (le tecnologie digitali consentono di dare evidenza del numero di chiamata, la “dotazione” cartografica interfacciata al sistema telefonico, nella maggior parte del territorio di Area Vasta, ha una definizione che arriva al numero civico). Il costo di tecnologizzazione di ciascuna delle quattro centrali avrebbe richiesto risorse circa tre volte superiori a quelle realmente impiegate (che sono state pari a circa 850 milioni di euro).
La centralizzazione ha inoltre consentito alle Aziende Usl di liberare personale dalle funzioni di gestione delle chiamate e destinarlo al potenziamento del soccorso territoriale (per un risparmio di risorse umane pari a 22 operatori a tempo pieno).
Alcuni dati di attività relativi all’anno 2009
Centrale Operativa 118
95.615 richieste di soccorso
Tempo intervista telefonica nei codici rossi minore di 71 secondi (minimo 60 secondi)
Tempo medio di partenza del mezzo dell’emergenza territoriale competente nei codici rossi minore di 116 secondi (minimo 82 secondi)
Dati dell’emergenza territoriale in capo alle singole Aziende Usl
98.135 persone trasportate
Tempo di arrivo sul posto dei mezzi in caso di codice rosso minore di 12 minuti nel 92% dei casi in area urbana e minore di 20 minuti nel 95% dei casi in area extraurbana.
Nel 99% dei casi (indipendentemente dal codice colore) il soccorso è prestato da personale professionale e solo nell’1% da personale volontario.
Il costo di gestione della centrale nell’anno 2009 è stato di 1.869.544 euro.
Il costo medio per cittadino residente in Area Vasta Romagna è stato di 1,74 euro.
A parte gli investimenti, per effetto della centralizzazione, il costo del personale addetto alle funzioni di centrale ha registrato economie per oltre 800.000 euro (valore delle 22 unità tempo pieno equivalenti “liberate” dalla centralizzazione). Inoltre, i costi di manutenzione, di mantenimento e di adeguamento delle tecnologie nel futuro saranno, a parità di condizioni, certamente ridotti.
Laboratorio Unico e Rete Laboratoristica della Romagna
Il progetto di Laboratorio unico come funzione hub della rete laboratoristica della Romagna, ha già prodotto evidenti miglioramenti qualitativi, sia in termini di sicurezza e di appropriatezza sia in termini di riproducibilità e confrontabilità dei dati. Dal punto di vista tecnologico la rete laboratoristica oggi dispone di attrezzature di ultimissima generazione, laboratori decontaminati di massima sicurezza per la conservazione e la manipolazione di cellule umane, piattaforme biotecnologiche condivise tra i diversi settori specialistici. Dotazione impensabile per ognuno dei laboratori preesistenti. Lo standard qualitativo tecnologico del nuovo Laboratorio non è assolutamente comparabile con la vecchia organizzazione, caratterizzata da strumentazione con età variabile di media dai cinque ai dieci anni. Infine, cosa importante, anche l’attività prodotta è rilevata per la prima volta in modo omogeneo e univoco, rispetto a quella adottata da ogni laboratorio nel precedente sistema.
Il costo per l’anno 2009 del Laboratorio unico di Pievesestina, cosi come risultante dal preconsuntivo del gennaio 2010, è pari a 22 milioni circa. Gli esami prodotti in circa nove mesi di attività sono stati 9.216.820. Il costo medio per esame, al netto dei prelievi, è stato di 2,39 euro.
Va ricordato che tale costo medio non è confrontabile con quello registrato in altri punti dell’intera rete, perché la composizione dell’attività è diversa (i laboratori a risposta rapida, diversamente dal laboratorio hub come quello di Pievesestina, producono essenzialmente esami non specialistici e in regime di urgenza). Inoltre il valore di questo primo periodo di attività risente del fatto che i costi della strumentazione analitica sono esclusivamente ribaltati sugli esami di laboratorio, diversamente da quanto avverrà nel 2010, quando gli stessi costi saranno ribaltati anche sulle prestazioni dell’officina trasfusionale e della genetica medica, che condivideranno le stesse tecnologie per una parte della loro attività. Infine i costi sostenuti nel 2009 comprendono l’attivazione di prestazioni precedentemente indisponibili e risentono dei costi di transizione organizzativa che con il prossimo esercizio scompariranno.
Infatti la spesa prevista per l’anno 2010 è stimata in calo per un ammontare variabile tra i 2 e i 2,5 milioni di euro sia per il superamento dei costi di transizione, sia per l’attivazione di nuove funzioni che sfrutteranno le medesime piattaforme tecnologiche.
Questi dati, senza considerare gli ulteriori attesi miglioramenti, sono di per se stessi sufficienti ad oggettivare come la strategia di messa in efficienza del sistema, abbia abbondantemente superato l’obiettivo di neutralizzare i costi di qualificazione strutturale e tecnologica della rete laboratoristica tramite il recupero di efficienza del suo sistema di produzione.
Nel corso del 2010 entreranno a regime l’officina trasfusionale e il laboratorio di citogenetica. A completamento del progetto (genetica medica, officina trasfusionale, anatomia patologica)
L’IRST e la rete oncologica
L’Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei Tumori (IRST) di Meldola, come gli altri progetti di Area Vasta Romagna, nasce dalla sperimentazione di un sistema di network assistenziale e di ricerca ispirato al modello hub and spoke. L’istituzione dell’IRST ha perseguito l’obiettivo di garantire uno sviluppo organizzato ed integrato della rete oncologica delle quattro aziende romagnole, mettendo in sinergia l’insieme delle risorse tecnologiche, professionali ed economiche, migliorando il risultato in termini di omogeneità di trattamento su tutto il territorio. Ciò ha consentito, in altri termini, di rendere disponibili a tutta la popolazione quei trattamenti che possono contare su competenze di elevata specializzazione su tecnologie emergenti, innovative o particolarmente sofisticate, che per la loro natura, il loro costo o la loro complessità, non possono essere disponibili su tutto il territorio.
Nell’anno 2009 l’IRST ha trattato, in regime di ricovero ordinario o di day hospital, circa 2000 pazienti dei quali circa 1500 residenti in Romagna e provenienti dalle Aziende Usl di Forlì (n. 871), Ravenna (n. 240), Cesena (n. 314) e Rimini (n. 93), 251 provenienti dalla
Oltre il 50% dei trattamenti sono stati erogati in regime di day hospital mentre la restante quota è suddivisa tra degenze di Oncologia medica (41%) e di Medicina radiometabolica (8%), che presto si arricchirà di una Officina radiofarmaceutica GMP, in grado di produrre radio farmaci non solo per uso diagnostico ma anche terapeutico. Analogamente, all’interno dell’Unità operativa di immunoterapia, il Laboratorio GMP di Terapia cellulare e somatica sta completando il complesso iter di autorizzazione ad operare come officina farmaceutica da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco.
A servizio dell’Area Vasta Romagna, l’IRST dispone inoltre di facilities a sostegno dell’attività di assistenza e ricerca, quali un Laboratorio di Bioscienze in grado di effettuare le più sofisticate indagini diagnostiche biomolecolari, il registro tumori della Romagna, l’Unità operativa di biostatistica e sperimentazioni cliniche che offre supporto metodologico alle attività di ricerca.
Per quanto attiene infine i costi, l’anno 2009 si è attestato sui
Che cos'è Area Vasta Romagna
L’Area Vasta Romagna, che comprende i territori delle Aziende Usl di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini, rappresenta una prospettiva strategica per assicurare al sistema socio-sanitario romagnolo equità di accesso ad una gamma di servizi completa e di qualità, adeguata allo stato delle conoscenze scientifiche ed alle aspettative della popolazione. Qualità, efficacia ed efficienza sono i punti cardine sui quali si realizza l’integrazione di strutture, azioni e competenze professionali, nel pieno rispetto dei principi di non ridondanza e prossimità nell’erogazione dei servizi, differenziazione nelle vocazioni distintive aziendali, sviluppo e condivisione delle risorse professionali. Conservando inalterata l’autonomia del governo territoriale della sanità e quella aziendale nell’organizzazione dei servizi e delle funzioni sanitarie, Area Vasta Romagna si caratterizza per:
• una collaborazione organica e sistematica tra le Conferenze territoriali sociali e sanitarie e le Ausl della Romagna nella programmazione, organizzazione e “governance” di funzioni e di servizi il cui bacino di utenza ottimale supera le dimensioni di una singola Azienda Usl
• sviluppo e miglioramento della massima qualità delle prestazioni erogate, in termini di accessibilità, accoglienza, tempestività e affidabilità
• valorizzazione delle risorse umane, attraverso la formazione continua del personale e la ricerca scientifica sul campo
• ricerca di un elevato rendimento delle risorse disponibili e della costante innovazione nelle modalità di programmazione, organizzazione, gestione e produzione dei servizi.
