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Una ricerca sulla violenza alle donne presentata in un seminario a Bologna

In una ricerca, presentata durante un seminario regionale, i dati sulle donne maltrattate che si sono rivolte ai centri anti-violenza in Emilia-Romagna nel 2005 e gli approfondimenti sui percorsi di uscita dalla violenza e delle pratiche di intervento sociale. Nel link una sintesi della ricerca e i poster della campagna regionale di contrasto alla violenza alle donne e di informazione sulle case e centri di accoglienza.

Bologna 22 novembre 2007 - La Regione Emilia-Romagna ha finanziato una ricerca sui casi di violenza alle donne, che viene presentata nel corso di un seminario che si tiene venerdì 23 novembre presso la sala polivalente della Regione, in Viale Aldo Moro, 50 a Bologna.
Di seguito, il comunicato stampa dell'Agenzia informazione e ufficio stampa della Giunta sulla ricerca e sul seminario.

"E’ straniera, ha 35 anni e figli minori, subisce violenza tra le mura domestiche. E’ l’identikit medio della donna maltrattata in Emilia-Romagna, così come emerge dal testo nato dall’elaborazione del monitoraggio regionale dei dati di accoglienza delle Case delle donne, dei Centri antiviolenza e degli altri soggetti pubblici e privati che hanno accolto donne che hanno subìto violenza nell’anno 2005.
Il volume viene presentato  venerdì 23 novembre, nella sala polivalente della Regione Emilia-Romagna, in viale Aldo Moro 50 a Bologna, nel corso di un seminario intitolato “Scegliere la libertà: affrontare la violenza, organizzato dall’Assessorato regionale alle Politiche sociali, al quale partecipa l’assessore Anna Maria Dapporto con una introduzione ai lavori (apertura ore 9,30).

La ricerca, finanziata dalla Regione e curata dall’associazione “Casa delle donne per non subire violenza”, dopo una prima parte dedicata all’elaborazione dei dati di accoglienza approfondisce ed elabora i temi propri dei percorsi di uscita dalla violenza, delle pratiche di intervento sociale ed i percorsi giurisdizionali, fra cui anche la responsabilità civile nelle violenze entro le relazioni di intimità e la violenza assistita intrafamiliare.
Da una prima elaborazione dei dati risulta che nel corso del 2005 sono state accolte e/o ospitate in totale 1.419 donne, fra cui 531 straniere, di una fascia d’età prevalente compresa fra i 30 e i 39 anni. L’80% delle donne accolte ha figli, in grande maggioranza minorenni. Le violenze subite dalle donne accolte sono prevalentemente domestiche. Nel maltrattamento intervengono diverse forme di violenza: di carattere psicologico come insulti, denigrazioni e varie forme di limitazione della libertà personale, violenze fisiche come schiaffi, pugni, calci e tentativi di omicidio, violenze economiche come controllo del salario e impedimento a cercare un lavoro, aggressioni o molestie sessuali fino allo stupro. I percorsi di uscita dalla violenza sono spesso difficili, sia a causa dei comportamenti persecutori del partner (o ex tale), sia per le difficoltà materiali in cui spesso versano le vittime.
Nel sistema integrato di interventi e servizi territoriali a supporto delle donne che subiscono violenza si trovano i servizi e gli interventi quali le Case e i Centri Antiviolenza, finalizzati a fornire consulenza, ascolto, sostegno ed accoglienza. In questi luoghi, le donne che subiscono violenza e i loro figli possono trovare protezione, sicurezza ed aiuti concreti. I Centri forniscono un servizio specialistico ed una metodologia di intervento che permette alla donna che ha subito violenza di rielaborare i propri vissuti ed iniziare un percorso di autonomia, ricevendo sostegno e informazioni per utilizzare le risorse del territorio. Questi centri vanno sempre più integrandosi nelle diverse programmazioni distrettuali dei Piani di zona.
Già da alcuni anni la Regione Emilia-Romagna finanzia la realizzazione di corsi di formazione rivolti ad operatori sanitari, sociali, forze dell’ordine e operatori del terzo settore impegnati con donne che abbiano subìto violenza e si rivolgano ai presidi territoriali. Nel 2007 le Aziende Usl che hanno fruito di questo finanziamento sono quelle di: Reggio Emilia, Modena, Bologna, Imola, Cesena e Rimini. I corsi permettono agli operatori di acquisire conoscenze e competenze adeguate per rilevare i segnali indiretti di una violenza, fare connessioni sulla relazione tra lo stato di salute psico fisico della donna e la violenza subita, attivare raccordi interistituzionali tra le diverse figure professionali che entrano a contatto con il problema.

Si è inoltre completata, con la diffusione di un poster una campagna regionale di contrasto alla violenza alle donne e di conoscenza delle case e dei centri antiviolenza, condotta in accordo con il Coordinamento dei centri antiviolenza della Regione Emilia-Romagna, per informare rispetto al fenomeno della violenza e alla presenza dei centri e delle case in regione. Il poster contiene informazioni, tradotte in sette lingue (fra cui inglese, spagnolo, francese, russo, arabo) su come contattare un centro antiviolenza, e porta elencati in forma chiara i numeri di telefono  di tutti i centri del coordinamento regionale.

nel link a lato, una sintesi della ricerca, il poster della campagna regionale di contrasto alla violenza alle donne