Stranieri

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Le modalità per iscriversi al Servizio sanitario - Le prestazioni urgenti e le prestazioni essenziali anche per le persone che non hanno il permesso di soggiorno - I servizi offerti in Emilia-Romagna

I nuovi cittadini, arrivati da altre parti del mondo, sono oltre 421.915 al 31 dicembre 2008, il 9,7% della popolazione totale (+15m2% rispetto al 2007). A livello nazionale sono il 5,8 al 31.12.2007.
L’aumento della popolazione immigrata è tra gli elementi determinanti della crescita della popolazione residente. Basti pensare che anche l’aumento della natalità che si registra a livello regionale per il 25% (nel 2008) riguarda bimbi nati da mamma straniera.
La costante crescita della presenza di questi nuovi cittadini che risiedono e lavorano nel territorio regionale impone di definire politiche di integrazione capaci di assicurare una maggiore coesione sociale tra nativi e migranti per evitare il rischio di creare una “società a parte”.
La Regione ha svluppato  programmi organici per facilitare l’integrazione delle persone straniere e definito una nuova legislazione regionale in materia di integrazione sociale (legge regionale 5/2004) che ha voluto affrontare   trasversalmente ad ogni settore (scuola, sanità, formazione, lavoro, casa …)   il tema dell’integrazione dei cittadini stranieri.
Il  1° Piano sociale e sanitario 2008-2010 ha posto le basi per rendere effettiva l’integrazione tra politiche, servizi (sociali, socio-sanitari, sanitari), operatori (del sociale e della sanità) per dare forza e sviluppare un nuovo welfare universalistico ed equo che sappia dare risposte ai bisogni complessi della persona e della famiglia. La popolazione immigrata è pienamente coinvolta in questi processi anche con iniziative di informazione e di mediazione interculturale per favorire l´accessibilità e la fruibilità dei servizi.

La nascita, la cura e il percorso di crescita dei figli, gli interventi preventivi, l’assistenza per la gravidanza, l’assistenza pediatrica, le vaccinazioni, ma anche gli infortuni sul lavoro (negli ultimi anni in aumento tra i lavoratori extracomunitari, un dato in controtendenza rispetto alla diminuzione dell’andamento infortunistico riferito all’intero stock degli assicurati) costituiscono il più frequente motivo di utilizzo dei servizi sanitari da parte dei nuovi cittadini e dunque anche gli ambiti in cui sviluppare e consolidare interventi al fine di garantire la tutela della salute e del benessere sociale. Un tema particolare è anche quello delle assistenti familiari straniere: a loro, nell’ambito del programma per l’utilizzo del Fondo per la non autosufficienza, sono dedicati specifici interventi di formazione, di ascolto, di mediazione interculturale.

Cosa garantisce il Servizio sanitario dell´Emilia-Romagna
Il Servizio sanitario regionale garantisce l’assistenza sanitaria ai cittadini stranieri iscritti al Servizio sanitario nazionale e l’erogazione di determinate prestazioni sanitarie anche alle persone immigrate senza permesso di soggiorno: cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali per malattie e infortunio, tutela della gravidanza e della maternità, tutela della salute dei minori, vaccinazioni, interventi di profilassi internazionale, profilassi, diagnosi e cura delle malattie infettive, interventi dei Sert (i Servizi per le tossicodipendenze) e per la salute mentale.
Queste prestazioni  sono erogate senza oneri a carico delle persone che le richiedono, se prive di risorse economiche sufficienti. La condizione di indigenza deve essere dichiarata su apposito modulo.
Agli stranieri temporaneamente presenti in Italia e non in regola con le norme relative all´ingresso e al soggiorno viene rilasciato un apposito tesserino sanitario con validità semestrale.

Il Servizio sanitario regionale tutela e cura la salute - Nessuna denuncia all´Autorità giudiziaria di stranieri senza permesso di soggiorno
La legislazione italiana vigente vieta al personale sanitario la segnalazione all’Autorità giudiziaria di cittadini stranieri privi del permesso di soggiorno. I cittadini stranieri senza permesso di soggiorno possono pertanto continuare a rivolgersi ai servizi sanitari dell’Emilia-Romagna con la consueta tranquillità e fiducia.
Anche la legge n.94 approvata in via definitiva nel luglio 2009 non prevede l´obbligo di denuncia da parte degli operatori sanitari (nel link il testo di un manifesto affisso nelle sedi del Servizio sanitario regionale e la circolare diffusa il 15 settembre 2009 alle Aziende sanitarie dopo l´approvazione della legge 94).

Come avere l´assistenza sanitaria - l´iscrizione al Servizio sanitario nazionale
Alle persone iscritte  al Servizio sanitario nazionale (SSN) viene rilasciata una tessera sanitaria.
Per gli stranieri la tessera sanitaria ha la stessa durata del permesso di soggiorno. Questo documento è individuale e serve per accedere all’assistenza (ad esempio, visite mediche, analisi, ricoveri in ospedale). Al momento dell’iscrizione la persona sceglie il medico di famiglia o il pediatra.
L’iscrizione al Servizio sanitario nazionale è gratuita.
Occorre rivolgersi al Distretto dell’Azienda Usl di residenza con un documento di identità personale, il permesso di soggiorno (o documento che comprova che il cittadino è in attesa del suo rilascio o del rinnovo), l’autocertificazione di residenza.
Agli stranieri non appartenenti all´Unione europea e in via di regolarizzazione, grazie all’introduzione della normativa sull’emersione del lavoro irregolare (così detta "sanatoria"), la Regione Emilia-Romagna garantisce la stessa assistenza sanitaria spettante agli stranieri che già svolgono regolare attività lavorativa. L’Azienda Usl rilascia un tesserino sanitario di iscrizione al Servizio sanitario (STP, Straniero Temporaneamente Presente), a carattere temporaneo (6 mesi), rinnovabile, valido fino al termine della procedura di rilascio del permesso di soggiorno.

Cittadini stranieri temporaneamente in Italia
Norme particolari regolano l’assistenza ai cittadini stranieri che soggiornano temporaneamente in Italia per turismo, studio o lavoro e ai cittadini italiani residenti all’estero che rientrano temporaneamente in Italia, sempre per turismo, studio o lavoro.
Le norme che regolano l’assistenza per i cittadini stranieri temporaneamente in Italia sono diversificate a seconda che riguardino:

- cittadini dell´Unione europea che soggiornano in Italia per meno di tre mesi
(sono garantite le prestazioni sanitarie necessarie)
- cittadini di Paesi extra Unione europea con cui esistono accordi bilaterali con l’Italia e titolari di assicurazione sanitaria nei Paesi di residenza
(sono garantite le prestazioni sanitarie garantite dagli accordi)
- cittadini stranieri extracomunitari in Italia per studio o collocamento alla pari
(iscrizione volontaria al Servizio sanitario regionale, con pagamento di contributo e rilascio di tessera sanitaria con validità per l´anno solare)
- cittadini stranieri con permesso di soggiorno
(iscrizione al Servizio sanitario regionale e rilascio di tessera sanitaria)
- cittadini stranieri extracomunitari in Italia con visto turistico
(sono garantite tutte le prestazioni sanitarie, previo pagamento, secondo la tariffa)
- cittadini stranieri che entrano in Italia per cure mediche
(le cure sono garantite, a condizione che sia stato concesso il visto di ingresso da parte dell´Ambasciata italiana/Consolato nel Paese di provenienza e il permesso di soggiorno per cure mediche da parte della Questura).

Cittadini stranieri dell´Unione europea residenti o domiciliati in Italia
Ha diritto di iscrizione al Servizio sanitario nazionale il cittadino dell’Unione europea che soggiorna in Italia per oltre tre mesi e che si trova nella condizione documentata di:
lavoratore subordinato o autonomo, o suo familiare; o familiare di un cittadino italiano; o in possesso di attestazione comunale di soggiorno in Italia da almeno cinque anni; o in stato di disoccupazione involontaria e registrato presso il Centro per l’impiego o iscritto ad un corso di formazione professionale, o titolare di modello comunitario E106, E109(o E37), E120, E121 (o E33).
Rivolgersi al Distretto dell’Azienda Usl, a cui va presentata la documentazione che attesta i requisiti posseduti.

I servizi per le famiglie: Consultori familiari e Spazi per le donne immigrate e i loro bambini 
Le cittadine straniere presenti in Emilia-Romagna, anche a prescindere dal possesso del permesso di soggiorno, possono rivolgersi ai Consultori familiari e agli Spazi per le donne immigrate ed i loro bambini,  dove operatrici interculturali sono a loro disposizione per facilitare l´accesso ai servizi e la relazione con gli operatori sanitari.
I servizi per le cittadine straniere riguardano: la gravidanza, l’interruzione volontaria della gravidanza (IVG), la menopausa, la contraccezione, la sterilità, l’infertilità.
Per i bambini sono assicurate le visite, i bilanci di salute, le vaccinazioni, il controllo per la tubercolosi e per le altre malattie infettive.

Assistenza a bambini appartenenti a comunità nomadi
Ai bambini appartenenti alle comunità nomadi, non iscritti al Servizio sanitario, sono garantiti  interventi assistenziali -  visite, bilanci di salute, vaccinazioni, controllo per la tubercolosi e per le altre malattie infettive - presso le Pediatrie di comunità e gli Spazi donne immigrate e loro bambini dei Consultori familiari.

Assistenza a bambini extra Unione europea, ospiti di famiglie ed Enti
In Emilia-Romagna ogni anno arrivano molti bambini stranieri per soggiorni più o meno lunghi nell’ambito di alcuni progetti di solidarietà (ad esempio i Progetti Chernobyl, Saharawi, Palestina). Queste iniziative sono promosse da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali e organizzazioni non governative (ONG) che operano nel territorio regionale.
Ai bambini e agli adolescenti extracomunitari ospitati da famiglie ed enti è assicurata l’assistenza primaria di medicina generale.

Il servizio di mediazione culturale
Il Servizio sanitario regionale promuove la presenza di operatori e operatrici dedicati alla "mediazione interculturale" all’interno delle strutture sanitarie, al fine di facilitare l´accesso ai servizi e la relazione con gli operatori.
Con la legge regionale numero 5 del 24 marzo 2004 ("Norme per l´integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati") la presenza di questi mediatori interculturali viene sostenuta e valorizzata in tutto il territorio regionale.
La legge, infatti, nell´ambito degli interventi rivolti a cittadini stranieri, sottolinea l´opportunità di tenere co nto delle culture dei Paesi d’origine e di sviluppare l´attività di informazione, prevedendo la presenza dei mediatori interculturali. 

Programmi di screening per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori del collo dell´utero, della mammella, del colon-retto
Sono programmi regionali che propongono controlli gratuiti (come gratuiti sono tutti gli eventuali approfondimenti o cure necessari): il pap-test ogni tre anni alle donne dai .45 ai 64 anni, la mammografia la mammografia ogni anno per le donne dai 45 ai 49 anni e ogni due anni per le donne dai 50 ai 74 anni, il test ogni due anni per la ricerca del sangue occulto nelle feci alle donne e agli uomini dai 50 ai 69 anni.
Il programma interessa tutte le persone residenti e domiciliate in Emilia-Romagna. Le Aziende Usl invitano le/gli interessati a partecipare con una lettera a domicilio. Gli elenchi da cui traggono gli indirizzi sono le anagrafi degli assistiti , integrate con le anagrafi comunali, di ogni Aziende sanitaria. Per approfondimenti vedi i siti internet dedicato www.saluter.it/screening-femminili e  http://www.saluter.it/colon/.

Campagna informativa contro la violenza alle donne
Un appello multilingue sui treni regionali dell´Emilia-Romagna (“Se hai bisogno di aiuto, se hai subito violenza, se ti servono informazioni contatta un centro antiviolenza") per offrire "colloqui, informazioni, consulenza e se sei in pericolo, ospitalità temporanea per te e i tuoi figli”. L´obiettivo è di far emergere dall´invisibilità il fenomeno della violenza alla donna, un fenomeno spesso ancora sommerso che si consuma a livello familiare, parentale o amicale. L´iniziativa di questa campagna regionale è dell’Assessorato alla promozione delle politiche sociali della Regione Emilia-Romagna e del Coordinamento regionale delle Case delle donne e dei Centri antiviolenza. Il messaggio della campagna è contenuto - assieme ai recapiti degli 11 Centri antiviolenza dell´Emilia-Romagna - in locandine e depliant ed è proposto in inglese, francese, spagnolo, russo, arabo, rumeno e polacco (oltre che in italiano), per raggiungere meglio le donne extracomunitarie e neocomunitarie che si spostano spesso in treno per motivi di lavoro.

Campagna per la prevenzione della Sids "Morte improvvisa del lattante"
Non è stata ancora definita una causa certa della morte improvvisa del lattante nel primo anno di vita - SIDS  (Sudden infant death sindrome) - ma sono conosciuti alcuni efficaci comportamenti di prevenzione: far dormire i bambini a pancia in su, sopra materassi rigidi e senza cuscino, seguire la pratica dell´allattamento al seno e mantenerla il più a lungo possibile, far dormire i bambini in ambienti non troppo riscaldati (intorno ai 18/20 gradi), non fumare durante la gravidanza. L´obiettivo della campagna informativa regionale è di diffondere tra i genitori queste semplici regole comportamentali, oltre a fornire i riferimenti sulla rete di assistenza del Servizio sanitario regionale. L´opuscolo Per loro è meglio è stato realizzato in 12 lingue.

Tra le pubblicazioni realizzate in più lingue dal Servizio sanitario regionale dell´Emilia-Romagna:
- "La crescita e la cura dei bambini nel primo anno di vita - guida per la mamma ed il papà",
opuscolo in dodici lingue (marzo 2008)
- "La contraccezione: conoscere per scegliere",
opuscolo in otto lingue (settembre 2008)
- "Contro la zanzara tigre facciamoci in 4!",
opuscolo in sette lingue (aprile 2008);
- "Influenza A H1N1. La prevenzione è nelle tue mani",
opuscolo in undici lingue (novembre 2009).

Per avere informazioni sui servizi per gli stranieri, a vario titolo presenti in Emilia-Romagna, è possibile telefonare al numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale 800 033033 tutti i giorni feriali dalle ore 8,30 alle ore 17,30 e il sabato dalle ore 8,30 alle ore 13,30.
Per saperne di più è inoltre possibile consultare il sito internet della Consulta per l’emigrazione e delle Associazioni degli emiliano-romagnoli nel mondo e il Portale delle politiche sociali ( Emiliaromagnasociale ).