La lotta alla sofferenza in ospedale, in assistenza domiciliare, in hospice, nelle strutture residenziali
Prendersi cura anche del dolore e della sofferenza. E' a partire da questo impegno che il Servizio sanitario regionale ha promosso l'applicazione del progetto Ospedale senza dolore, nato dall'accordo sancito dalla Conferenza Stato - Regioni, il 24 maggio del 2001, con l'obiettivo di cambiare attitudini e comportamenti degli operatori sanitari e dei cittadini nei confronti di un fenomeno - il dolore - a volte sottovalutato e considerato un evento ineluttabile.
Il Servizio sanitario regionale ritiene la cura del dolore non soltanto un dovere etico, ma anche l'esempio di una buona pratica clinica, poiché oggi è noto che il dolore costituisce un fenomeno patologico, una malattia nella malattia che influisce pesantemente sulla vita delle persone con effetti negativi anche sulla sfera psicologica, emotiva, relazionale.
Per la realizzazione del progetto, in ogni Azienda sanitaria è stato costituito il Comitato Ospedale senza dolore, con il compito di assicurare un osservatorio specifico del dolore nelle strutture sanitarie, in particolare ospedaliere, di coordinare la formazione continua del personale medico e infermieristico, di promuovere gli interventi necessari per la disponibilità dei farmaci di derivazione oppiacea, di dare impulso all'applicazione di protocolli di trattamento del dolore con l'obiettivo di estendere la cura agli ammalati affetti da dolore di qualsiasi origine (dolore post operatorio, neoplastico e cronico).
I Comitati Ospedale senza dolore sono composti da specialisti (come anestesisti, rianimatori, oncologi), da personale infermieristico (oltre il 30% del totale); e vedono la partecipazione delle associazioni di volontariato.
Al progetto aderiscono anche gli ospedali privati accreditati che hanno già formalizzato la costituzione dei loro Comitati ospedale senza dolore.
Il progetto Ospedale senza dolore non riguarda soltanto l'ambito ospedaliero ma si estende alla rete dei servizi sanitari e socio-sanitari per l'applicazione di specifiche terapie del dolore: in ospedale, nell'assistenza a domicilio, in hospice e nelle altre strutture residenziali.
La valutazione del dolore per una buona terapia
Al fine di una corretta valutazione del dolore e di una conseguente e adeguata terapia, gli operatori sanitari ascoltano gli ammalati, raccolgono tutti gli elementi utili per una corretta diagnosi, senza trascurare di valutare l'intensità del dolore utilizzando semplici scale di misurazione.
I comitati Ospedale senza dolore promuovano le azioni necessarie per inserire nel diario clinico, accanto alla rilevazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, anche la registrazione del livello d'intensità del dolore. A tal fine negli ospedali e nel territorio si sta diffondendo l'uso di scale validate di misurazione del dolore: Scale Analogico-Visive (VAS), Scale Numeriche (NRS) o Scale Verbali (VRS), condivise dagli operatori sanitari e di facile comprensione da parte della persona ammalata.
Il dolore post operatorio
Il dolore dopo un intervento chirurgico può essere previsto e dunque evitato con opportune terapie farmacologiche somministrate preventivamente e tempestivamente.
Un buon controllo del dolore post operatorio migliora la qualità dell'assistenza e del decorso post operatorio.
Il dolore da tumore
Il dolore da tumore costituisce un esempio forte di dolore totale; gli ammalati non accusano solo dolore fisico ma anche psicologico, emozionale, spirituale ed hanno bisogno di un'attenzione costante per assicurare continuità al trattamento del dolore da parte degli operatori sanitari sia in ospedale, sia in hospice, sia in assistenza domiciliare.
Il gruppo di lavoro regionale
Per coordinare il progetto Ospedale senza dolore è stato costituito un gruppo di lavoro regionale (composto di anestesisti, oncologi, infermieri, farmacologi, medici di organizzazione sanitaria), il quale ha anche il compito di fornire un supporto tecnico scientifico per la formazione degli operatori, l'elaborazione di protocolli e raccomandazioni per la gestione del dolore neoplastico, cronico, post operatorio e pediatrico, l'elaborazione di progetti e iniziative di comunicazione rivolte ai cittadini e agli stessi operatori.
