Servizi per AIDS

I servizi per la lotta all´AIDS - la prevenzione - i servizi di ascolto e cura

L’AIDS non riguarda solo specifici gruppi di persone “a rischio”, ma interessa tutti. Basti pensare che le modalità di trasmissione del virus HIV per contatto eterosessuale hanno assunto un rilievo molto significativo negli ultimi anni.
Sono 2,8 ogni centomila abitanti i nuovi casi di AIDS in Emilia-Romagna nel biennio 2007-2008 e 9,1 ogni centomila abitanti, nello stesso periodo, i nuovi casi di persone sieropositive. I dati, tratti dal rapporto annuale su AIDS E HIV in Emilia-Romagna, confermano la lieve flessione dei casi di AIDS emersa negli ultimi anni e, invece, la sostanziale stabilità per quanto riguarda l’infezione da HIV.

Nel 2009 la Regione ha presentato i primi dati del nuovo sistema di sorveglianza sulla sieropositività, avviato in tutta l’Emilia-Romagna all’inizio dello stesso anno, con l’acquisizione “retrospettiva” dei dati relativi al 2007 e 2008. L’Osservatorio regionale è stato realizzato a partire dalle esperienze maturate dall’Osservatorio provinciale di Modena (che coinvolge l’Azienda Usl e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria ed è attivo dall’85), e dal più recente sistema di monitoraggio dell’Azienda Usl di Rimini.
Il nuovo sistema registra tutti i nuovi casi di HIV, adulti e pediatrici, presi in carico dalle strutture specialistiche di assistenza (le Unità operative di malattie infettive e di pediatria).

Dai dati dell’Osservatorio regionale emerge come la modalità di trasmissione principale si confermi essere quella sessuale; gli uomini sono più numerosi delle donne: 13,5 ogni centomila persone rispetto al 4,8. La fascia di età più interessata è negli uomini quella compresa tra i 30 e i 49 anni (oltre 64%), mentre nelle donne è più precoce: il 68% è compreso in una età tra 20 e 39 anni. La modalità di trasmissione sessuale riguarda l’81% dei nuovi casi diagnosticati di HIV; di questi oltre il 50% riguarda il contatto eterosessuale.

I nuovi casi di AIDS nel 2008 in Emilia-Romagna sono stati 112, un dato sottostimato per il cosiddetto “ritardo di notifica”, il tempo che intercorre tra la data di diagnosi e il momento in cui la segnalazione perviene al Centro Operativo Aids (Coa) dell’Istituto superiore di sanità. Per questo motivo si fa riferimento al tasso biennale (più stabile), che è appunto di 2,8 casi di AIDS ogni centomila abitanti.
Resta alto il numero delle persone che al momento della diagnosi di AIDS non sa di essere sieropositivo: nella regione la data del primo test HIV positivo e la data di diagnosi della malattia nel 1996 coincidevano nel 14% dei casi, nel periodo 2004-2008 la percentuale è salita al 45,7% (306 casi su 669).

Negli ultimi anni la Regione Emilia-Romagna ha promosso una campagna di sensibilizzazione con l’obiettivo di aumentare in tutti e in tutte  la percezione del rischio AIDS, di sollecitare comportamenti corretti per sé e per gli altri  per rafforzare le difese, veicolando un messaggio unitario – e quindi più efficace – sull’intero territorio emiliano-romagnolo.
“In una storia d’amore la tua storia ti accompagna sempre: Tieni fuori l’AIDS”: questo lo slogan, accompagnato da due raccomandazioni “Usa il preservativo. Se hai avuto rapporti non protetti fai il test HIV”. La campagna è organizzata in collaborazione con la Commissione regionale AIDS e si raccorda con il patrimonio di esperienze già effettuate a livello locale dalle Aziende sanitarie e dalle associazioni di volontariato.

Tutte le  Aziende Usl dell’Emilia-Romagna sono impegnate da anni con progetti di informazione, educazione e prevenzione dell’infezione da HIV, anche attraverso la rete dei Consultori e dei loro Spazi giovani. In ogni realtà territoriale sono stati  avviati rapporti con le associazioni di volontariato impegnate nella lotta all’AIDS per creare una rete di ascolto e assistenza.
La Regione Emilia-Romagna negli ultimi anni ha inoltre promosso modalità di assistenza più vicine alle esigenze dei malati di Aids. Questo ha portato a una diminuzione dell’assistenza in ospedale (sia per quanto riguarda il ricovero ordinario che in day hospital) in favore di un aumento dell’assistenza ambulatoriale (con possibilità di fornire a domicilio i farmaci antiretrovirali), dell’assistenza a domicilio e dell’assistenza in case alloggio.

Il telefono verde AIDS 800 856080
La Regione Emilia-Romagna ha promosso e finanziato il Telefono verde AIDS (800 856080), gestito dall’Azienda Usl di Bologna.
Il telefono verde AIDS è  gratuito e accessibile 24 ore su 24 per avere risposte e informazioni di carattere generale.
Dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19 (il lunedì anche dalle 9 alle 13), al telefono verde rispondono operatori sanitari che possono offrire un servizio di consulenza personalizzato.
Chiamando il telefono verde  800 856080  è possibile prenotare – in anonimato - il test HIV in tutti i centri della regione.

Il sito internet di consulenza on line Helpaids e il servizio offerto da Stradanove
L’informazione e la consulenza è possibile anche attraverso Internet: uno specifico sito (Helpaids) offre la possibilità di contattare – via email - medici e psicologi per consulenze personalizzate che, con il consenso dell’interessato/a, vengono pubblicate on line in forma anonima. Il sito offre poi le informazioni su orari e sedi degli ambulatori in cui fare il test HIV, oltre a informazioni e dati sul fenomeno.
Nel 2006 il sito è diventato a tutti gli effetti un servizio regionale, dopo essere stato curato fin dall'inizio a Modena dall'Azienda Usl in collaborazione con l'Azienda Ospedaliero-Universitaria. Riconoscendo la validità dell'esperienza condotta a livello provinciale, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di dare una valenza più ampia al progetto, coinvolgendo tutto il Servizio sanitario regionale nella sua gestione. Il sito, completamente rinnovato nella veste grafica e nell'organizzazione dei contenuti, offre oggi anche un elenco dettagliato dei servizi delle Aziende sanitarie e delle organizzazioni di volontariato, e inoltre notizie e appuntamenti dal mondo, dall´Italia e dalla regione.  

Un altro servizio di consulenza on line è fornito dal sito Stradanove al quale rispondono operatori e operatrici degli Spazi giovani dei Consultori familiari (in particolare su problematiche inerenti alla sessualità e al rischio di malattie a trasmissione sessuale).

Le cure  in ospedale, in assistenza domiciliare, in strutture residenziali
Il Servizio sanitario regionale assicura l’assistenza ospedaliera, sia in ricovero che a livello ambulatoriale, presso le Unità operative di malattie infettive.
Un’attenzione particolare viene dedicata alle donne in gravidanza sieropositive o ammalate di AIDS, che possono trovare assistenza nelle cliniche di ostetricia e ginecologia degli ospedali; e ai loro neonati presso le cliniche pediatriche. 
I malati di AIDS possono essere assistiti anche nelle loro case, quando le condizioni cliniche e familiari lo consentono. L’assistenza è garantita da un’equipe composta da  medici infettivologi, infermieri, psicologi, assistenti sociali, fisioterapisti.
Per l’assistenza domiciliare il primo punto di riferimento del cittadino è il medico di famiglia.
Le Aziende Usl stipulano inoltre convenzioni con associazioni e cooperative per la gestione di strutture residenziali che ospitano persone sieropositive o malate di Aids: centri diurni (per le sole ore del giorno), comunità alloggio,  comunità terapeutiche. Per informazioni su centri diurni e comunità alloggio occorre rivolgersi all’assistente sociale del comune, per le comunità terapeutiche (rivolte a persone con tossicodipendenza sieropositive o ammalate di AIDS) la richiesta deve essere rivolta ai Servizi per le tossicodipendenze delle Aziende Usl.

Per informazioni sui servizi, telefonare al numero verde del Servizio sanitario regionale 800 033033 tutti i giorni feriali dalle 8.30 alle 17.30 e il sabato dalle 8.30 alle 13.30.