Obiettivi specifici
- Costituire un gruppo di riferimento nazionale per la implementazione e il monitoraggio del progetto operativo.
La competenza tuttora in parte condivisa fra più Amministrazioni rende necessaria la preliminare costituzione di un gruppo di coordinamento interministeriale, comprendente anche i rappresentanti del Coordinamento delle Regioni e delle Regioni coinvolte, selezionate di intesa con il Coordinamento stesso e con il Ministero della Giustizia sulla base delle sedi carcerarie in cui operativamente realizzare il progetto, a loro volta identificate sulla base della rilevanza e della maggiore fattibilità delle iniziative. E´ compito del gruppo di riferimento anche l´instaurazione di collegamenti con progetti analoghi finanziate con risorse diverse (es. dal fondo regionalizzato, c.d. 75%).
- Censire e collegare le esperienze sperimentali esistenti.
Per quanto frammentarie e non coerenti come filosofia d´intervento o, comunque, non operanti in una logica di coordinamento, le esperienze di assistenza carceraria realizzate in questi anni costituiscono una risorsa da non disperdere, anche se occorre valutarle e sintetizzarne gli spetti comuni.
- Introdurre il sistema di monitoraggio del Ministero della Sanità sugli utenti dei Ser.T. nell´ambito carcerario.
Sulla base delle indicazioni contenute nel documento tecnico dell´OEDT, il Ministero della Sanità ha elaborato la traduzione italiana dei "core items" (informazioni minime) che devono essere raccolte nei centri di trattamento pubblici e privati e dalle unità carcerarie; è anche disponibile un software ad hoc per i centri non dotati di uno specifico sistema regionale; dovrebbe, inoltre, essere svolto un apposito lavoro per rendere compatibile con gli standard europei il sistema attualmente disponibili presso il Ministero della Giustizia per il fini di gestione interna.
- Predisporre in ogni realtà partecipante un progetto complessivo della Azienda sanitaria territorialmente competente.
Si prevedono quali aree prioritarie di sviluppo del progetto locale quelle già identificate dal Progetto obiettivo "Tutela della salute in ambito carcerario" e precisamente: a) accoglienza e valutazione diagnostica dei nuovi accessi; b) prevenzione primaria e secondaria dell´uso di sostanze e delle patologie correlate; c) trattamenti farmacologici - sostitutivi in particolare - e loro integrazione con gli altri trattamenti ; d) programmazione e organizzazione del percorso terapeutico in relazione agli aspetti della situazione penale (destinazione a custodia attenuata, misure alternative, scarcerazione, ecc.).
- Produrre linee-guida sui trattamenti e la riduzione del danno con specificità per il carcere.
Al termine del progetto e anche durante la sua realizzazione, è prevista la sintesi dei risultati emersi dalle esperienze sul campo in una serie di documenti di aggiornamento.
- Realizzare iniziative seminariali e di formazione, con interscambio con esperienze straniere (Reti europee in particolare).
Il campo degli interventi carcerari è ricco, pur nella sua sperimentalità e complessità, di collaborazioni tra operatori, sia a livello nazionale che europeo. E´ opportuno che anche il presente progetto sia il più possibile inserito in questa logica di scambi culturali, in primo luogo perché è avvertita l´esigenza di non improvvisare soluzioni operative o organizzative, in seconda istanza perché in questo settore è ancor più necessario che in altre occasioni un rapido trasferimento dei risultati conseguiti, seppur preliminarmente, alla generalità dei servizi territoriali.