Obiettivi Generali
- accompagnare progettualmente la transizione della sanità penitenziaria
La adozione delle nuove disposizioni legislative non può essere pensata scissa da un ripensamento sui modelli organizzativi, che costituisca , di per sé, un obiettivo, anche a prescindere dallo stato di applicazione dei regolamenti in corso di predisposizione, recependone la nuova strategia di intervento piuttosto che non il dettato letterale, pur così importante in un contesto gerarchico ed istituzionale come il carcere. E´ molto importante che i progetti locali evitino, per quanto possibile, il crearsi di resistenze o di deresponsabilizzazione nei confronti della assistenza ai tossicodipendenti, la cui complessità non è ovviamente, mutata dalla nuova assegnazione di competenze sulle tematiche più specificatamente "medico -sanitarie". La presenza di una progettualità specifica è uno degli strumenti per gestire la fase di transizione nel modo meno "confusivo" possibile.
- Coordinare progetti regionali in alcune realtà pilota
Il passaggio della gestione da un´Amministrazione tendenzialmente centralizzata ad una pressoché completamente "federale" pone, come di consueto , rischi di una disomogenea realizzazione degli obiettivi e degli interventi nelle diverse realtà, con conseguente possibilità di una diversa accessibilità dei servizi offerti, elemento ancor più negativo in considerazione del non infrequente trasferimento dei detenuti da un carcere allo altro per ragioni trattamentali. Di qui la necessità di fornire modelli accreditati e condivisi di intervento.
- Introdurre modalità di raccolta dati comparabile a quelle extra-carcerarie e ai modelli europei
Il problema del coordinamento dei servizi si pone in modo ancor più stringente nel campo della raccolta dei dati. Da questo punto di vista due esigenze ulteriori devono essere conciliate: la disponibilità dei dati necessari per le proprie competenze all´Amministrazione penitenziaria (al momento attuale principale responsabile del trattamento dei dati stessi) e l´adeguamento agli standard proposti dall´Osservatorio europeo (OEDT) - progetto dell´Indicatore-chiave "Domanda di trattamento " - nell´ambito del quale viene dedicata una attenzione specifica all´ambiente carcerario.
- Ipotizzare e sperimentare una modalità di realizzazione di progetti di riduzione del danno
L´ambito della riduzione del danno è uno di quelli in cui maggiormente è avvertita la necessità di una adeguata progettazione sperimentale e di una valutazione dei risultati; ovviamente, per questa finalità occorre disporre, nell´ambito dell´obiettivo precedente, di maggiori informazioni sull´effettiva presenza di un significativo consumo di sostanze illegali nell´ambito penitenziario, per evitare la acritica riproposizione delle metodologie esterne che si svolgono in un contesto completamente differente. L´attenzione dovrà essere rivolta in primo luogo alle patologie infettive diffusive, tenuto conto anche delle peculiarità ambientali che aumentano ulteriormente i rischi dell´eventuale uso endovenoso delle sostanze.
- Introdurre modalità di lavoro di equipe miste (intra-extra-carcerarie) sulle tematiche scelte, in particolare sui programmi di terapia
La discrepanza attualmente esistente, almeno dal punto di vista quantitativo, tra tipologie di programmi e prestazioni dei Ser.T. e delle unità carcerarie, va analizzata per distinguere le cause intrinseche al contesto specifico dalle disfunzioni organizzative che indebitamente esistono, ma non costituiscono una spiegazione esaustiva del fenomeno. Vi è comunque, la necessità di individuare le prestazioni da erogare prioritariamente (anche in relazione ad elementi di valutazione costo-beneficio, ad es.: percorsi organizzativi per la gestione delle emergenze), puntando, in primo luogo a garantire la continuità del programma terapeutico sia in ingresso al carcere sia alla scarcerazione.