Premessa
Il D.Lgs 230/99 "Riordino della medicina penitenziaria" ha stabilito tra l´altro il passaggio alle Regioni delle competenze sulla assistenza sanitaria ai tossicodipendenti ristretti presso gli Istituti di pena. Tra i provvedimenti applicativi emanati in seguito riveste particolare importanza il progetto-obiettivo "Tutela della salute carceraria" che identifica obiettivi generali da considerare prioritari. Tra questi:
- la maggiore assimilabilità dei programmi terapeutici intra-carcerari alla realtà esterna, in particolare per quanto concerne i trattamenti farmacologici (soprattutto quelli sostitutivi con metadone, oggi presenti in misura assai limitata in carcere); viene sottolineata la necessità di osservare il principio della "continuità terapeutica", specie per le persone che entrano nella struttura carceraria trovandosi già in trattamento presso un centro di assistenza pubblico o privato.; - la necessità di una migliore definizione della dimensione del fenomeno dal punto di vista epidemiologico, sia come innalzamento della qualità dei dati raccolti che come ampliamento delle informazioni acquisiste; - la necessità di indirizzare maggiori risorse di prevenzione delle patologie correlate alla tossicodipendenza, infettive in particolare, con riferimento alle principali misure diffuse sul territorio (disponibilità di programmi di prevenzione primaria e secondaria, di mezzi di profilassi della trasmissione sessuale, ecc.).
In questo scenario, in cui le materie innovative si intrecciano alla molteplicità di attori coinvolti, si colloca la decisione di realizzare un progetto di accompagnamento della transizione che a partire dal quadro assistenziale e prestazionale esterno, sappia calibrare gli interventi richiesti nello specifico e peculiare contesto carcerario.
Finanziamento e gestione
Il progetto è stato presentato dal Ministero della Sanità al Dipartimento per gli Affari Sociali - Ufficio per il coordinamento delle attività di prevenzione e recupero delle tossicodipendenze ed è stato finanziato con il fondo nazionale d´intervento per la lotta alla droga (art. 127, comma 5, del DPR 309/90 come modificato dalla L. 45/99) nell´esercizio 2000.
Il Ministero della Sanità, alla luce anche del perdurare della fase di transizione del trasferimento della sanità penitenziaria alle Regioni, ha deciso per una riproposizione e allargamento degli obiettivi del progetto anche nel 2001 che è stato pertanto rifinanziato sempre grazie al fondo nazionale d´intervento per la lotta alla droga.
La gestione del progetto, per entrambi gli anni, è stato affidato alla Regione Emilia Romagna e alla Regione Toscana.
Referente: Rossella Bignami
e-mail: rbignami@regione.emilia-romagna.it