Tabagismo

Recensione della mostra "Le vie del fumo" e bibliografia sul tabagismo a cura di Roberta Barozzi e Umberto Nizzoli Dipartimento Dipendenze Patologiche AUSL Reggio Emilia - Aggiornata a giugno 2003

Locandina della mostra multimediale Le vie del fumo

LE VIE DEL FUMO
Prevenzione al tabagismo
e multimedialità
Mostra didattica e multimediale
(Reggio Emilia, giugno 2003)

Recensione della mostra
e bibliografia sul tabagismo

a cura di Roberta Barozzi, Umberto Nizzoli

Pensata nell’ambito del Progetto Regionale Tabagismo, si è svolta dal 12 aprile al 5 giugno 2003 a Reggio Emilia la mostra multimediale Le vie del fumo, che ha come tema centrale la prevenzione del fumo di sigaretta negli adolescenti.
Le agenzie e gli Enti promotori sono la LILT (Lega Italiana per la Lotta Contro i Tumori) di Reggio Emilia, la Regione Emilia Romagna e l’Istituto Oncologico Romagnolo.

 

L´obiettivo principale di tale iniziativa era esplorare il tema del fumo da diversi punti di vista, esplicitandone gli aspetti negativi (il danno fisico, la dipendenza) e quelli positivi, intendendo a questo proposito gli elementi seduttivi e di attrazione che spingono i giovani a cominciare a fumare. La mostra era infatti rivolta prevalentemente agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori, mentre era previsto un percorso differenziato per i bambini delle scuole elementari; parallelamente, è stato disposto un percorso di formazione per gli operatori sanitari e per gli insegnanti, allo scopo di fornire loro strumenti utili per continuare il lavoro di prevenzione al tabagismo anche in classe.

La mostra era composta da una serie di laboratori nei quali si approcciava il problema del tabagismo utilizzando linguaggi diversi (scientifico, informatico, psicologico, ecc.), con l’ausilio di apparecchiature multimediali (computer, video, ecc.): lo scopo era quello di coinvolgere direttamente ed emotivamente i giovani destinatari rendendoli attori partecipi, anziché semplici spettatori. Il percorso della mostra prevedeva alcuni laboratori autogestiti dai ragazzi stessi, altri condotti da un operatore. Tra i primi, è stato proposto innanzitutto un laboratorio informatico, dove i ragazzi potevano utilizzare autonomamente alcuni computer. Il software installato prevedeva quattro aree:

Area dei test relativi alla condizione di fumatori, non-fumatori o ex fumatori (test di Fagestrom, test di curiosità, ecc.).

Area delle scenette interattive di situazioni decisionali, come stimolo a problematizzare le diverse componenti che condizionano il rapporto con la sigaretta.

Area della creatività, dove era possibile scrivere uno slogan antifumo o brevi scritti, che sono stati poi visionati e premiati.

Area del gioco, dove si potevano mettere alla prova le proprie conoscenze riguardo al fumo attraverso i video game. Ancora, gli studenti hanno usufruito di un laboratorio video, dove hanno potuto visionare alcuni cortometraggi relativi al fumo di sigaretta, e di un laboratorio dell’immaginario legato al fumo (chiamato anche “Caffè letterario”), in cui avevano a disposizione materiale relativo al rapporto tra fumo e storia dell’arte, letteratura e musica.

I laboratori gestiti dagli operatori erano tre: scientifico, dell’analisi immaginativa e psicologico. Nel laboratorio scientifico i ragazzi sono stati stimolati a rapportarsi al fumo attraverso i sensi (in particolare olfatto e gusto) con alcuni semplici esperimenti; inoltre si è proceduto alla scomposizione chimica del fumo di sigaretta rivelando la presenza di sostanze dannose (cancerogene e/o irritanti), che potevano essere così viste e toccate con mano. Tuttavia, anche nel descrivere gli effetti dannosi del fumo si è cercato di non utilizzare un approccio eccessivamente allarmistico, onde evitare una reazione di rifiuto da parte degli studenti; inoltre la ricerca dimostra come la tattica della paura si sia rivelata poco o per nulla efficace (Van der Stel e Voordevind, 2001).

Nel laboratorio dell’analisi immaginativa si è lavorato prevalentemente sul vissuto soggettivo relativo al fumo; attraverso alcuni semplici esercizi di rilassamento, si stimolavano i ragazzi a prestare attenzione alla respirazione e alle diverse sensazioni che derivano dal respirare in un ambiente fumoso piuttosto che in uno non fumoso.

Infine, nel laboratorio psicologico si sono tirate le fila di tutto ciò che era stato visto e sperimentato dai ragazzi nel corso della mostra: si discuteva innanzitutto sui risultati ottenuti ai test, cercando di valutare insieme quali fossero i più frequenti fattori di rischio ai quali gli adolescenti sono esposti (amici e/o genitori che fumano, curiosità nei confronti delle sigarette, ecc.). Ancora, riprendendo le scenette interattive del laboratorio informatico si stimolavano i ragazzi a riflettere sulle pressioni sociali (coetanei, mass media, ecc.) che inducono a fumare e a ricercare modalità efficaci per resistere all’offerta dei coetanei di fumare una sigaretta. Era inoltre possibile approfondire ulteriormente la discussione, riflettendo sul concetto del tabacco come sostanza psicoattiva e passando quindi ad analizzare i concetti di dipendenza, astinenza, tolleranza e benessere psicofisico.

Allo scopo di valutare l’impatto della mostra sugli studenti è stato preparato un questionario di conoscenza da compilare prima e dopo il percorso didattico per osservare quante e quali nuove informazioni fossero state assimilate. Insieme con il questionario, si compilava anche un breve test sull’immaginario simbolico legato al fumo: l’ipotesi era che al termine del percorso gli studenti avessero ampliato in modo significativo il numero delle aree semantiche relative al fumo di sigaretta.
E’ stata inoltre allestita una rassegna espositiva, in cui si potevano trovare le foto che hanno partecipato al Concorso Nazionale “Le vie del fumo”, insieme con una serie di locandine della pubblicità di inizio secolo relativa alle sigarette e una serie di immagini di divi del cinema americano degli anni Cinquanta in rapporto al fumo.


Riferimenti bibliografici sul tabagismo