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Programma 3: Intervento antifumo dei Medici di medicina generale e degli altri operatori sanitari

I Medici di medicina generale, che rappresentano il principale legame tra la popolazione e il Sistema Sanitario, si trovano in una posizione privilegiata per condurre interventi finalizzati a contrastare l´abitudine al fumo. Possono, infatti, raggiungere tutta la popolazione assistita con messaggi personalizzati e fornire un supporto continuato nel tempo al fumatore che prova a smettere. Intervenendo anche con un semplice avvertimento (consiglio breve) si potrebbe ottenere annualmente un 2% di successi stabili, che sarebbe comunque un risultato di grande rilievo rapportato su scala nazionale. Nella nostra Regione potrebbe corrispondere a circa 18.000 cessazioni all’anno.
L´efficacia dell´azione del Medico di medicina generale può ulteriormente salire aggiungendo qualcosa di più al semplice avvertimento, tipo un messaggio più energico, un accordo esplicito reciproco, questionari di autovalutazione, esami funzionali, un opuscolo di self-help, terapia sostitutiva con nicotina e/o impiego di farmaci specifici, follow-up, un intervento strutturato di counseling.
I successi sono ancora più consistenti quando gli assistiti sono portatori di malattie polmonari, cardiovascolari o in caso di gravidanza.
A tale proposito va sottolineato l´importante ruolo che i medici specialisti devono svolgere, esortando i pazienti fumatori a smettere, nella gestione di problematiche fumo-correlate riferibili alle proprie aree d´intervento (pneumologia, cardiologia, ostetricia e ginecologia, odontoiatria, ecc.).

L’intervento dei Pediatri è fondamentale nel motivare i genitori ad astenersi dal fumo e, ancor prima, è importante l’intervento dell’Ostetrica nel motivare la donna in gravidanza a smettere di fumare. Gli Infermieri rivestono un ruolo centrale nel promuovere la salute e gli stili di vita sani attraverso interventi infoeducativi e counselling antifumo personalizzato. Va sottolineato inoltre il ruolo dei Farmacisti nel sensibilizzare i fumatori a smettere di fumare e nel fornire informazioni sia sull’uso dei farmaci sostitutivi sia sull’offerta di servizi dedicati alla cessazione del fumo presenti sul territorio.
Infine va ricordato il ruolo d’esempio che tutti gli operatori della salute sono chiamati a dare smettendo di fumare essi stessi per primi e , comunque, astenendosi dal fumare al cospetto dei pazienti.

A tal fine gli operatori delle Aziende USL dell’Emilia-Romagna partecipano alla realizzazione di progetti finalizzati a contrastare l’abitudine al fumo per particolari target di utenza, quali: donne in stato di gravidanza e mamme nei primi anni di vita del bambino. Inoltre, nell’ambito del Piano regionale tabagismo, si sta sviluppando una collaborazione tra i Centri antifumo e i Medici di Medicina generale finalizzata alla realizzazione di attività comuni sia sul versante clinico-terapeutico, sia su quello dello scambio di informazioni e collaborazione organizzativa.