Il Programma di screening per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori del colon retto a MODENA

E’ partito anche in provincia di Modena, come in tutta l’Emilia Romagna, lo screening per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori del colon-retto (o grosso intestino). E’ rivolto a circa 158.000 persone dai 50 ai 69 anni, uomini e donne (al 1° gennaio 2004 erano 76.999 uomini e 81.313 donne). Il programma di screening prevede altre due iniziative di prevenzione e diagnosi precoce dei tumori del colon-retto. La prima è rivolta alle persone di età compresa tra i 70 e i 74 anni (circa 32.000 persone in provincia di Modena) alle quali il medico di famiglia proporrà una colonscopia (nel caso non l’abbiano mai effettuata oppure l’abbiano effettuata da oltre dieci anni). La seconda, partita a Modena a livello sperimentale già nel settembre 2004, prevede la proposta di una colonscopia anche ai familiari di primo grado di persone cui sia stato riscontrato un carcinoma del colon-retto.

Come aderire allo screening

Come accade anche per gli altri due screening (tumore della mammella e tumore del collo dell’utero) già da anni avviati su tutto il territorio provinciale, gli inviti ad aderire al programma di diagnosi precoce dei tumori del colon-retto saranno spediti direttamente dall’Azienda USL di Modena.
Nell’arco di due anni tutti gli interessati riceveranno per posta, a domicilio, un depliant che illustra la campagna di screening. Dopo pochi giorni le stesse persone riceveranno una seconda busta con: 1) invito ad aderire allo screening, 2) kit per la raccolta delle feci, consistente in una provetta con istruzioni per la raccolta del campione di feci, 3) questionario anamnestico (da compilare con l’eventuale aiuto del proprio medico di fiducia) con alcune domande utili per individuare patologie o altri stati che controindichino l’esecuzione del programma di screening o suggeriscano l’attivazioni di altri percorsi, 4) istruzioni per la consegna (entro 2 giorni dalla raccolta) del campione di feci e del questionario.

Se non si vuole aderire

Ovviamente, ancorché fortemente raccomandata in quanto semplice e di estrema utilità per la diagnosi precoce delle patologie del colon-retto, l’adesione allo screening non è obbligatoria e chi ha ricevuto l’invito può scegliere di non partecipare alla campagna. In questo caso, è gradita una comunicazione di ritorno che potrà avvenire telefonando al numero verde gratuito 800 -300315 o scrivendo all’indirizzo mail infocolonretto@ausl.mo.it.

Centri di raccolta

A Modena e in provincia sono previsti a regime 38 centri di raccolta, diffusi su tutto il territorio.

Comunicazione degli esiti del test di laboratorio

Test negativo - Di norma l’esito del test (sangue occulto nelle feci) è comunicato all’interessato con una lettera entro 15 giorni dalla consegna della provetta al centro prelievi. In caso di test negativo (ovvero non c’è presenza di sangue nelle feci) l’assistito sarà chiamato a ripetere l’esame a distanza di due anni, anche in questo caso il nuovo invito sarà spedito per posta dall’Azienda USL di Modena.
Test positivo - Se il test risulta positivo (di solito sono positivi il 4-5% dei test) non significa necessariamente che l’assistito abbia un polipo o un tumore. Il sanguinamento, infatti, può essere dovuto ad altre cause, come ad esempio emorroidi, ragadi...o altre patologie benigne. In caso di test positivo il cittadino sarà contattato telefonicamente ed invitato a sottoporsi all’indagine di approfondimento diagnostico che, in questo caso, è la colonscopia o, solo in casi particolari, un esame radiologico (clisma opaco).

Informazioni

Responsabile del Centro screening è la dottoressa Rossella Corradini,  Dipartimento di Patologia Clinica. La sede del Centro è presso il Nuovo Ospedale S. Agostino Estense di Modena, in località Baggiovara.
• numero verde gratuito Azienda USL Modena 800 -300315 (dal lunedì al venerdì dale 8.30 alle 17.30 - sabato dalle 8.30 alle 13.30)
• E-mail: infocolonretto@ausl.mo.it.

Ovviamente, anche i medici di famiglia sono al corrente del programma di screening e potranno essere consultati per avere indicazioni. Ad essi, inoltre, occorre fare riferimento anche per riferire eventuali sintomi o segni (alterazioni dell’alvo, dolore emissione di feci con sangue e/o muco… ecc) indicanti un non regolare funzionamento dell’apparato gastroenterico, anche se insorti solo poco tempo dopo l’esecuzione di accertamenti risultati negativi.