Specialistica ambulatoriale
In Emilia-Romagna ogni anno vengono erogate oltre 70 milioni di prestazioni specialistiche ogni anno. La programmazione si articola attraverso la ricognizione da parte dell’Azienda USL, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria o l’Irccs di riferimento, previo parere dei Comitati di Distretto e della Conferenza territoriale sociale e sanitaria, sulla base dei criteri stabiliti dalla delibera di Giunta regionale1035 del 20 luglio 2009.
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[vedi sezione Assistenza specialistica ambulatoriale]
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Statistiche tempi di attesa
Il Nomenclatore tariffario regionale della specialistica ambulatoriale
Le prestazioni specialistiche erogate dal Servizio sanitario regionale sono contenute nel Nomenclatore tariffario regionale.
Di seguito, la pagina specifica con il Nomenclatore, i documenti di approfondimento e le norme di riferimento:
Il Nomenclatore tariffario regionale della specialistica ambulatoriale
I tempi di attesa per visite ed esami urgenti, urgenti differibili, programmabili
Secondo quanto stabilito dalla delibera della Giunta regionale 1035 del 20 luglio 2009 (programma regionale di miglioramento dell’accesso ai servizi di specialistica ambulatoriale) tutte le Aziende Usl hanno presentato uno specifico piano attuativo nel quale sono specificate le modalità con cui l’Azienda Usl intende garantire il rispetto dei tempi di attesa, fissati in 24 ore per le urgenze, 7 giorni per le urgenze differibili, 30 giorni e 60 giorni rispettivamente per visite ed esami programmabili (non urgenti né di controllo). Tali piani attuativi contengono: valutazione del fabbisogno della popolazione di riferimento; valutazione dell’appropriatezza di prescrizione e di erogazione; programmazione della produzione di visite ed esami specialistici; piano di produzione con la distinzione tra urgenza, urgenza differibile, controllo, programmabile; sistema delle garanzie di accesso.
La garanzia del rispetto di tali tempi è data, per la maggior parte delle prestazioni, in ambito distrettuale; solo per alcune più complesse la garanzia riguarda l’ambito territoriale aziendale.
Le Aziende Usl, per rispettare i tempi di attesa, possono erogare direttamente visite ed esami, possono stipulare accordi con Aziende Ospedaliere, Aziende Ospedaliero-Universitarie, Ircss, e con operatori privati accreditati. Devono predisporre specifici “percorsi di garanzia” per rispettare il diritto dei cittadini al rispetto dei tempi previsti.
Le visite e gli esami programmabili (in sostanza le prime visite e i primi esami non urgenti, essendo i controlli programmati e prescritti direttamente dagli specialisti) devono essere disponibili nelle agende gestite dai CUP, le quali non possono essere chiuse. Specifici percorsi devono essere previsti per le visite urgenti e urgenti differibili.
In particolare per la mammografia, per abbattere i tempi di attesa, le scelte della Regione sono state: allargamento alle fasce di età 45-49 e 70 -74 anni dello screening gratuito per la diagnosi precoce dei tumori del seno (che coinvolge ora tutte le donne dai 45 ai 74 anni), previsione di specifici percorsi per le mammografie urgenti e urgenti differibili, previsione di percorsi dedicati per mammografie a donne con rischio eredo-familiare.
Il Collegio di direzione dell’Azienda Usl è coinvolto nella valutazione del fabbisogno, nella definizione delle linee di miglioramento dell’organizzazione, nella valutazione dell’appropriatezza di prescrizione e di erogazione.
La responsabilità del governo dei temi di attesa è del direttore sanitario dell’Azienda Usl. L’organizzazione dell’erogazione è nella responsabilità del direttore del Dipartimento di cure primarie dell’Azienda Usl.
Il monitoraggio dei tempi di attesa a livello regionale e locale
Un tavolo di coordinamento regionale assicura il raccordo per il monitoraggio dell’intero processo di programmazione, erogazione e valutazione dei tempi di attesa per visite ed esami.
Un sito internet dedicato permette di conoscere i risultati del monitoraggio che viene effettuato a livello regionale e locale:
Il day service ambulatoriale
Per i casi complessi ma che non richiedono ricovero (ordinario o day hospital) in quanto non hanno bisogno di sorveglianza o osservazione medica e/o infermieristica protratta per ogni accesso, attraverso la delibera di Giunta regionale 1803 del 16 novembre 2009è stato adottato un modello organizzativo denominato “day service” presente sia in ospedale che negli ambulatori del territorio, con l’obiettivo di poter dare risposta al problema clinico in tempi adeguati e attingendo dalle potenzialità diagnostiche delle strutture. L’accesso è con prescrizione del medico di famiglia o di altro medico specialista del Servizio sanitario regionale. La delibera della Giunta regionale 1035 del 20 luglio 2009 sottolinea l’opportunità di valorizzare tale forma assistenziale.
Gli atti normativi in materia
Le delibere regionali sulla specialistica ambulatoriale
Le circolari regionali sulla specialistica ambulatoriale
La programmazione e l'organizzazione delle cure primarie
