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Relazione annuale sulle carceri: la salute

< Regione Emilia-Romagna> , 12 giugno 2012
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Presentata in Giunta regionale la relazione annuale che fa il punto sulla situazione dei carceri in Emilia-Romagna. Per la salute dei detenuti, nel 2011 la Regione ha stanziato 17 milioni di euro. I percorsi di cura e assistenza per le persone detenute, la formazione degli operatori ambito psichiatrico, il protocollo di collaborazione tra Regione e Amministrazione penitenziaria, le azioni per il superamento il superamento dell'OPG di Reggio Emilia, il protocollo tra Centro giustizia minorile e Azienda Usl di Bologna per l'inserimento in comunità di minori con problemi di salute mentale e tossicodipendenza. Altri interventi della Regione e la "fotografia" della popolazione ristretta in carcere.

Bologna, 12 giugno 2012 - Molto rilevante l'impegno della Regione Emilia-Romagna per garantire assistenza sanitaria nelle carceri e per arrivare al completo superamento dell'Ospedale Psichiatico Giudiziario di Reggio Emilia. Il dato si evince dalla relazione annuale sulla situazione nelle carceri in Emilia-Romagna e sugli interventi messi in atto dalla Regione nel 2011, relazione presentata ieri in Giunta regionale dall'assessore alle politiche sociali Teresa Marzocchi.
Come noto, con il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri 1 aprile 2008,  l'assistenza sanitaria per le persone detenute è stata affidata al Servizio sanitario nazionale e quindi ai Servizi sanitari regionali, ed è stato previsto il progressivo superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG), 6 in Italia, di cui uno a Reggio Emilia, superamento completo previsto con la legge 9 del 2012. 
Nel 2011 la Giunta regionale ha destinato 17 milioni di euro agli interventi per la salute delle persone ristrette in carcere; le risorse sono state destinate alle Aziende sanitarie nei cui territori hanno sede istituti carcerari. 
Il programma regionale per la salute negli istituti penitenziari è stato approvato con delibera di Giunta regionale 2 del 2010.


L'attuazione del programma regionale per la salute negli istituti penitenziari

1) Assistenza primaria negli istituti penitenziari

E' prevista entro il 2012  la conclusione del progetto per definire linee operative e standard di assistenza omogenei in tutti gli istituti carcerari. A questo progetto sta lavorando un gruppo di lavoro, istituito con determina n. 8237 del 06/07/2011, a cui partecipano i responsabili dei programmi aziendali salute nelle carceri, medici referenti, coordinatori infermieristici. E' coordinato dal Servizio regionale salute mentale, dipendenze patologiche, salute nelle carceri.
Il progetto permetterà la definizione, costruita in modo partecipato, di standard di servizio,  consentendo alle Aziende sanitarie e ai singoli professionisti di uniformare il loro operato per garantire omogenei e appropriati servizi ai detenuti in tutto il territorio regionale.  Previsti momenti di confronto con l’Amministrazione penitenziaria per la condivisione delle modalità organizzative, necessarie a garantire l’erogazione dell’assistenza sanitaria.

2) Formazione in psichiatria nei contesti penitenziari

E’ stato finanziato dalla Regione e avviato il 20 maggio 2011  un “Corso di formazione in psichiatria nei contesti penitenziari”, rivolto agli psichiatri e psicologi che operano negli istituti penitenziari; il corso, biennale, è gestito dalla Azienda USL di Bologna.

3) Protocollo tra Regione e Amministrazione penitenziaria

La Regione ha definito le  forme di collaborazione con L’Amministrazione penitenziaria al fine di superare le criticità che si sono presentate dopo l'approvazione del DPCM  DPCM  1 aprile 2008, criticità legate alla complessità del sistema carcerario e alla necessità di rispondere a diverse normative, una riguardante l’ambito sanitario e l’altra quello della sicurezza.
La Giunta regionale,  con delibera 1135 del  27 Luglio 2011,  ha approvato il Protocollo operativo tra la Regione Emilia-Romagna e il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione  penitenziaria relativo alla definizione di forme di collaborazione tra l’Ordinamento Sanitario e l’Ordinamento Penitenziario per l’erogazione dell’assistenza sanitaria a favore dei detenuti negli istituti penitenziari dell'Emilia-Romagna e indicazioni per la definizione di protocolli locali.

4) Il superamento dell'OPG di Reggio Emilia e le alternative: la "Casa Zacchera" e altre strutture previste

La Regione, in coerenza con la legge 9 del 2012 che prevede il completo superamento degli OPG, sta lavorando per identificare strutture che permettano la completa chiusura dell'OPG di Reggio Emilia e il trasferimento degli internati in strutture idonee alle cure e al recupero, dopo l'attivazione della "Casa Zacchera", gestita dalla cooperativa Sadurano a Castrocaro terme.  
Nel frattempo proseguono le azioni per il monitoraggio trimestrale delle persone internate al fine di avere le informazioni utili per programmare e progettare idonei percorsi in loro favore. Proseguono gli interventi coordinati con le Regioni "di bacino" (cioè con le Regioni che, secondo la programmazione nazionale, possono usufruire dell'OPG di Reggio Emilia), le Regioni Marche e Veneto, le Province autonome di Trento e Bolzano, e con le altre Regioni (in particolare Lombardia) per definire  modalità di reinserimento degli internati in OPG nei territori di residenza. E' istituito un tavolo di studio con la Magistratura di sorveglianza  (determina n. 9904/11) sull’esecuzione delle misure di sicurezza applicate alle persone prosciolte e riconosciute socialmente pericolose al fine di favorire la condivisione di percorsi di presa in carico dei Servizi territoriali competenti. Infine, un gruppo di lavoro (determina n. 3768/11), a cui partecipano la Regione, l'OPG di Reggio Emilia, i Dipartimenti di salute mentale e dipendenze patologiche  delle Aziende USL dell’Emilia-Romagna, ha il compito di definire le azioni per favorire la dimissione dall’OPGe la presa in carico delle persone dimesse (circolare n. 10/2011 “Raccordo tra Struttura Operativa Complessa - Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Reggio Emilia e Dipartimenti di Salute Mentale - Dipendenze Patologiche per la presa in carico congiunta degli internati e favorirne le dimissioni”)

Alternativa all'OPG: la Casa Zacchera di Castrocaro Terme

La Regione, fin dal 2007, ha avviato un progetto rivolto a pazienti internati in OPG con lievi disturbi di personalità o forme di psicosi stabilizzate. E' stata aperta la "Casa Zacchera",  una delle quattro realtà della Cooperativa Sadurano, che rappresenta un’alternativa molto importante agli Ospedali psichiatrici giudiziari. Può accogliere 16 pazienti,  provenienti dall’OPG di Reggio Emilia.
Nel corso del 2011 si sono avuti 6 ingressi ed 8 dimissioni.

L'assistenza in strutture per minori

Il Programma regionale prevede una parte riguardante il settore minorile, le cui strutture sono presenti sul territorio del comune di Bologna.
Il programma rivolto ai minori sottoposti a provvedimenti giudiziari è stato, pertanto, sviluppato dalla Azienda USL di Bologna: prevede Assistenza primaria,  Servizio di continuità assistenziale (Guardia medica), Servizi di prevenzione, Medicina specialistica, Odontoiatria, e uno specifico intervento  nell’ambito della Neuropsichiatria Infantile e delle Tossicodipendenze.

Un protocollo d’intesa tra il Centro giustizia minorile di Bologna e l'Azienda UsL di Bologna favorisce l’inserimento dei minori che presentano problematiche inerenti la tossicodipendenza o la salute mentale, in Comunità terapeutica con rimborso della retta da parte della Regione.

Le risorse finanziarie

In continuità con gli anni precedenti, per il 2011, con delibera 2039/2011 sono stati stanziati  17 milioni di euro;   si è dato particolare rilievo al progetto “salute mentale in carcere” che ha la finalità di costituire un’equipe psichiatrica negli Istituti penitenziari della regione (così come previsto nella Delibera di Giunta regionale 2/2010 che ha approvato il programma regionale di intervento in favore delle persone ristrette in carcere).

2011 - Le risorse per l'assistenza sanitaria in carcere ripartite tra le Aziende sanitarie

2011 - I dimessi dall'OPG di Reggio Emilia e strutture di accoglienza

Gli altri interventi della Regione

Oltre all'assistenza sanitaria in capo al Servizio sanitario regionale, le  attività e gli interventi che la Regione svolge a favore di detenuti ed ex-detenuti sono regolate da Protocolli d’intesa siglati con il ministero della Giustizia, e riguardano attività svolte sia durante la carcerazione che nel periodo successivo per il reinserimento sociale. Lo strumento principale per la reinclusione degli ex detenuti è costituito dai finanziamenti regionali ai Comuni sedi di carcere, previsti dal Programma regionale per il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, affidato alla progettazione dei Piani sociali di zona.

Le risorse per il 2011 sono state complessivamente pari 1 milione e 400 mila euro. Nel dettaglio, la Regione ha destinato 245 mila euro al programma carcere, ai quali si somma la quota di cofinanziamento da parte degli Enti locali di 214 mila euro. Inoltre è stato confermato il contributo regionale di 100 mila euro, previsto dalla legge regionale n. 3/2008 su “Disposizioni per la tutela delle persone ristrette negli istituti penitenziari della regione Emilia-Romagna”, al quale alcuni Comuni hanno aggiunto una piccola quota di cofinanziamento.

Per il progetto Teatro Carcere le risorse regionali sono state pari a 30 mila euro. Sono state inoltre impegnati 21 mila e 500 euro per la prima annualità del progetto “Cittadini Sempre” per la messa in rete del volontariato carcerario.

Attraverso il Fondo sociale europeo, le Province hanno finanziato con 626 mila euro progetti per la formazione e l’inserimento lavorativo di detenuti.

La popolazione carceraria in Emilia-Romagna

La relazione sulla situazione delle carceri in Emilia-Romagna e sugli interventi messi in atto dalla Regione nel 2011,  che non ha dimenticato di ricordare le misure straordinarie in atto in questi giorni per far fronte alle ulteriori difficoltà degli istituti penitenziari dei territori colpiti dal sisma, traccia il profilo della popolazione carceraria a dicembre 2011. Per la prima volta dopo molti anni il numero dei detenuti è in leggero calo: si passa infatti dai 4.373 detenuti del 2010 ai 4.000 del 2011. Di questi, 3.855 sono uomini e 145 le donne. Sono 2.065 gli stranieri (51,62% del totale, contro una media nazionale del 36,14%).

Circa le tipologie di reato, in Emilia-Romagna i reati contro il patrimonio sono al primo posto (57% ad opera di italiani e 34% di stranieri). I reati contro la persona sono la seconda causa di carcerazione per gli italiani, mentre il 56,5% dei detenuti stranieri è in carcere per reati legati alla droga, contro il 31% dei detenuti italiani.

Nonostante il graduale e costante incremento delle misure alternative alla detenzione in carcere (1.263 nel 2011 contro le 804 del 2008) il tasso di sovraffollamento medio rispetto alla capienza regolamentare (2.394) resta superiore al 160%. Nel dettaglio, nelle strutture di Bologna e Ravenna i detenuti sono più del doppio, mentre nelle carceri di Piacenza, Reggio Emilia, Modena e Ferrara il sovraffollamento va oltre il 170%.

Rispetto alla posizione giuridica, in Emilia-Romagna risultano condannati in via definitiva 2.023 detenuti (50,5%), mentre il 20% della popolazione carceraria è in attesa del giudizio di primo grado e il 41,9% è stata condannata in via non definitiva.

In carcere lavora il 17,12% dei detenuti: 654 persone (312 stranieri) sono alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria e 31 di imprese o cooperative esterne. I lavori più diffusi sono quelli di tipo domestico anche se vengono svolte anche altri tipi di attività come la manutenzione degli immobili, del verde e lavori agricoli.

Approfondimenti

Relazione sulla situazione penitenziaria in Emilia-Romagna - Anno 2011

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