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Meldola, passo decisivo per il riconoscimento in Irccs

< Regione Emilia-Romagna> , 20 gennaio 2012
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Per l'Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori parere favorevole dalla Conferenza Stato-Regioni per il riconoscimento in Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Manca ora solo il decreto del Ministero della Salute, che sarà firmato anche dal presidente della Regione. L'assessore Carlo Lusenti: "Un riconoscimento importante per tutta la sanità regionale che ha assunto l’investimento in ricerca come elemento essenziale per il proprio sviluppo".

Bologna, 20 gennaio, 2011 -  L’ Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola ha compiuto un passo decisivo nella procedura per il suo riconoscimento in Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs).

Ieri infatti è arrivato il parere favorevole espresso a Roma dalla Conferenza Stato-Regioni. Ora per completare l’iter manca solo il decreto di riconoscimento da parte del ministro della Salute che verrà firmato dallo stesso ministro e dal presidente della Regione Vasco Errani.

“Il risultato di questo buon esito – ha commentato esprimendo la sua soddisfazione l’assessore regionale alle politiche per la salute Carlo Lusenti – è merito di un ottimo lavoro svolto dai professionisti, dalle strutture, dalle amministrazioni locali che hanno avuto l’ambizione di arrivare fino a questo riconoscimento importante per tutta la sanità regionale che ha assunto l’investimento in ricerca come elemento essenziale per il proprio sviluppo”.

L’istituto per lo studio e la cura dei tumori  (Irst) di Meldola ha cominciato ad operare nel 2007 nelle strutture dell’ex ospedale civile di Meldola, interamente ristrutturate dopo circa quattro anni di lavoro. E’ interamente dedicato alla cura ed alla ricerca clinica, biologica e traslazionale oltre che alla formazione in campo oncologico.

L’Irst di Meldola è una partnership tra pubblico (le quattro Aziende Usl della Romagna, Forlì, Ravenna, Rimini, Cesena e il Comume di Meldola) e  privato no profit (Istitituto Oncologico Romagnolo e cinque fondazioni bancarie) guidato da un consiglio di amministrazione cui spettano le funzioni di indirizzo sulle scelte di fondo dell’ente. Direttore scientifico è il professor Dino Amadori. Fra i suoi obiettivi strategici ci sono l’approccio globale al paziente oncologico e la funzione centrale che l’istituto deve assumere nel campo della ricerca in questo campo per l’Area vasta Romagna. Da sottolineare poi l'obiettivo di accrescere la qualità dell’assistenza ai malati anche  e soprattutto con il trasferimento immediato dei risultati della ricerca ottenuti in laboratorio alle attività assistenziali e la sperimentazione di nuovi modelli organizzativi.

Pienamente operativo dal 2009, l’Irst può contare su 36 posti letto, 24 dei quali di degenza ordinaria per l’oncologia medica,  e 33 posti in day hospital divisi fra le sedi  di Meldola, Forlì e Cesena. Il personale è composto da circa 300 persone fra medici, ricercatori, infermieri e personale amministrativo.

Per garantire al paziente le migliori conoscenze nella diagnosi e nella terapia, i medici sono suddivisi in specifici gruppi di patologia e sono operativi gruppi multidisciplinari che coinvolgono più specialisti di differenti branche mediche. L’Istituto è impegnato ad offrire ai pazienti le risposte terapeutiche più innovative come la terapia genica, i trattamenti radio metabolici, i trattamenti radianti, l’immunoterapia sperimentale e la terapia cellulare somatica. Di alto livello anche la dotazione tecnologica con una tac a 256 strati, un acceleratore lineare ed una tomoterapia. Nel luglio del 2011 è stata inaugurata anche l’Officina Radiofarmaceutica Gmp per la produzione di radio farmaci ad uso diagnostico e terapeutico. L’Irst di Meldola collabora con molte università ed istituti di ricerca fra cui la Princeton University, la seconda facoltà di Ingegneria di Bologna e l’Ohio State University Comprehensive Cancer Center che ha sede a Columbus.

Quando l’Istituto di Meldola sarà riconosciuto come Irccs potrà partecipare alla distribuzione dei fondi nazionali per la ricerca ed andrà ad accrescere la rete degli Irccs regionali che conta già, oltre allo storico Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, l’istituto in tecnologie avanzate e modelli assistenziali in oncologia all’interno dell’Azienda ospedaliera di Reggio Emilia  e l’Istituto delle scienze neurologiche all’interno dell’Azienda Usl di Bologna.

   

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