La direttiva sull'accoglienza di bambini e ragazzi in affidamento familiare o in comunità
Il provvedimento, adottato con la delibera di Giunta regionale 1904/2011, riguarda tutti i casi in cui le difficoltà familiari richiedono l’allontanamento temporaneo del minore e la sua accoglienza. E riafferma i principi fondamentali definiti con la precedente direttiva 846/2007, aggiornando le norme per la tutela dei minori sulla base della legge regionale 14/2008 che ha affrontato il tema dei diritti dei giovani e sulla base dell'esperienza fin qui svolta da tutti i servizi coinvolti.
Bologna, 7 febbraio 2012 - Percorso integrato sociale e sanitario, riconoscimento dei casi complessi, aggiornamento delle tipologie di accoglienza e degli standard strutturali. Inoltre, il tema dell'accompagnamento delle famiglie in difficoltà, la promozione delle reti di famiglie e una particolare attenzione alle strutture che accompagnano i ragazzi verso l’autonomia e la vita adulta.
La Giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha adottato la nuova "Direttiva in materia di affidamento familiare, accoglienza in comunità e sostegno alle responsabilità familiari” (delibera 1904/2011).
Il provvedimento, che sostituisce la precedente direttiva 846/2007, ne riafferma i principi fondamentali, aggiornando le norme sulla tutela dei minori sulla base di quanto definito con la legge regionale 14/2008 ("Norme in materia di politiche per le giovani generazioni") e sulla base dell'esperienza svolta da tutti i soggetti interessati nella fase di applicazione della 846/2007.
La direttiva approvata riguarda tutti i casi in cui le difficoltà familiari richiedono l'allontanamento temporaneo del minore e la sua accoglienza in affidamento familiare o in comunità. Allontanamento inteso "come una tappa di un più ampio progetto volto alla ricostruzione del benessere del minore e se possibile del suo nucleo familiare". Da qui la necessità di fare rete tra i servizi coinvolti e il privato sociale, "attivando tutte le risorse della comunità".
Centrali sono dunque i diritti del minore, il sostegno alla famiglia, la formazione delle persone che si prendono cura dei ragazzi sia in affidamento familiare che in comunità.
Destinatari della direttiva sono i Comuni e gli altri enti e soggetti pubblici coinvolti in questo ambito, tra cui le Aziende Usl.
La direttiva è rivolta inoltre alle famiglie, alle reti di famiglie e alle persone singole che accolgono bambini in affidamento familiare. E ai privati del terzo settore impegnati nell'accoglienza di bambini e ragazzi in difficoltà.
