La libera professione nel Servizio sanitario nazionale
E' possibile scaricare in questa pagina la relazione 2010 dell'Osservatorio specifico istituito al Ministero della salute, presentata al Parlamento. I risultati dell’analisi tracciano un quadro complessivo del fenomeno, rappresentando il grado di adeguamento delle diverse Regioni alla normativa nazionale, le disomogeneità presenti e le criticità evidenziate. La notizia nelle newsletter della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Bologna, 1 febbraio 2012 - Presentata al Parlamento la relazione 2010 dell'Osservatorio nazionale per l'attività libero-professionale, istituito presso il Ministero della salute. La relazione descrive un quadro complessivo della libera professione nel Servizio sanitario nazionale e rappresenta il grado di adeguamento delle diverse Regioni alla normativa nazionale (legge n. 120 del 2007), la disomogeneità presenti e le criticità riscontrate.
L'Osservatorio ha richiesto alle Regioni e alle Province autonome la trasmissione e la compilazione di una scheda di rilevazione sullo stato di attuazione dell'attività libero-professionale intramuraria. Gli elementi raccolti sono stati elaborati, sottoposti ad analisi e successivamente rapportati con i dati emersi nel corso della rilevazione condotta nel 2008. Quale completamento descrittivo del fenomeno della libera professione intramuraria, è stata condotta un'analisi sull'aspetto economico-strutturale ed uno studio sui tempi di attesa.
Di seguito la relazione dell'Osservatorio nazionale per l'attività libero-professionale e la notizia nella newsletter della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome:
Relazione sull'attività libero-professionale - volume 1
[relazione]
Relazione sull'attività libero-professionale - volume 2
[dati statistici e monitoraggio dei tempi di attesa]
Relazione sull'attività libero-professionale - volume 3
[schede di rilevazione]
(regioni.it) La libera professione nell’ambito del servizio sanitario pubblico (c.d. intramoenia) è oggetto di una specifica relazione 2010 dell'Osservatorio nazionale specificamente costituito presso il ministero della Salute. Si tratta di una relazione presentata al Parlamento. “L'intramoenia - scrive il Sole 24 Ore sanità on line - assorbe solo lo 0,5% dei ricoveri a livello nazionale (dati 2009), ma il suo peso, rapportato alla spesa complessiva per i ricoveri per acuti, è del 5,74%”. I ricoveri in intramoenia si concentrano soprattutto in Campania, Lazio, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, con il peso maggiore in Campania che con l'1% di incidenza sul totale di tutti i ricoveri raddoppia la media nazionale e poi nel Lazio e in Toscana (0,9%), in Emilia Romagna e Piemonte (0,7%)”.
“La situazione nelle Regioni – sottolinea ancora il sito del gruppo “Il Sole 24 Ore” - è estremamente differenziata e si va dall'Abruzzo, dove la quasi totalità (oltre il 95%) delle prestazioni riguarda l'area dei ricoveri ospedalieri, a Trento dove invece più del 90% di intramoenia è concentrato nella specialistica […] Gli incassi per l'intramoenia si sono ridotti del -0,2% nel 2009 rispetto al 2008 e del -3,5% nel 2010”.
