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"Dona il sangue del cordone ombelicale"

< Regione Emilia-Romagna> , 22 settembre 2011

E' in distribuzione il nuovo opuscolo realizzato da Regione Emilia-Romagna e Centro Riferimento Trapianti per informare e sensibilizzare su questa donazione, utile a curare malattie del sangue e del sistema immunitario. Le donne interessate possono rivolgersi al reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale in cui andranno a partorire: la donazione è sicura, anonima e gratuita.

Bologna, 22 settembre 2011 - Nel sangue del cordone ombelicale sono contenute cellule staminali in grado di generare globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, utili a curare malattie del sangue e del sistema immunitario.

Da qui il messaggio "assieme a una nuova vita nasce una possibilità di cura" contenuto nel nuovo opuscolo "Dona il sangue del cordone ombelicale" e nella locandina realizzati da Regione Emilia-Romagna e Centro Riferimento Trapianti, che coordina tutte le attività di donazione, prelievo e trapianto nella nostra regione.

L'opuscolo, rivolto a tutte le donne che stanno per partorire, spiega nella forma agile delle "domande e risposte" e con un linguaggio divulgativo l'importanza di questa donazione, come avviene, a quali persone malate può offrire una possibilità di cura e fornisce indicazioni utili su cosa fare e a chi rivolgersi per saperne di più e per comunicare la propria volontà.

Stiamo parlando del sangue che rimane nel cordone ombelicale e nella placenta dopo la recisione del cordone ombelicale alla nascita. Questo sangue viene di solito scartato assieme alla placenta, ma è la terza fonte di cellule staminali emopoietiche, dopo il midollo osseo e il sangue dei vasi sanguigni. Le cellule staminali emopoietiche generano i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine che possono essere utili nel curare appunto malattie del sangue e del sistema immunitario. 
Il sangue cordonale viene utilizzato per curare bambini e adulti di basso peso poiché la quantità di cellule staminali che contiene non sempre è sufficiente per un trapianto in persone che superano i 50 chili di peso.

Questo tipo di trapianto può curare malattie tumorali del sangue come la leucemia e i linfomi (tumori del sistema linfatico) e patologie come ad esempio la talassemia (una malattia ereditaria del sangue), l'aplasia midollare (mancata produzione delle cellule del sangue) e le immunodeficienze congenite (mal funzionamento del sistema immunitario che provoca una maggiore predisposizione alle infezioni). Inoltre, le cellule del sangue cordonale sono utilizzate per curare persone sottoposte a chemioterapia o terapia radiante ad alte dosi.

La donazione del sangue del cordone ombelicale è sicura, anonima e gratuita. Non comporta rischi né per la madre, né per il neonato e non è dolorosa (solo dopo aver reciso il cordone ombelicale, viene prelevato il sangue al suo interno). Il Il Servizio sanitario regionale garantisce la qualità di tutte le procedure connesse alla donazione, alla conservazione e alla distribuzione del sangue cordonale: le sacche di sangue, dopo essere state analizzate, vengono classificate per stabilirne la compatibilità con eventuali destinatari del trapianto, e inviate alla specifica Banca regionale, che ha sede presso la Medicina trasfusionale del Policlinico-Sant'Orsola-Malpighi di Bologna.

In Italia la donazione più diffusa e consolidata è la donazione per trapianto allogenico non familiare: il sangue del cordone ombelicale viene raccolto e certificato dalla banca, dove rimane a disposizione di qualsiasi malato che ne abbia bisogno per un trapianto. E' possibile anche la donazione per curare un consanguineo del neonato (fratello, sorella).

In Italia è vietata  la conservazione del sangue cordonale per uso autologo, destinata a favore del bambino che ha donato il sangue, perché non è stata ancora dimostrata la sua reale utilità, né in base alle conoscenze scientifiche, né in base alla pratica clinica. Per ottenere migliori risultati nella cura di malattie del sangue è preferibile usare cellule provenienti da una persona diversa dal malato  perché in questo modo aumenta l'effetto immunologico delle cellule trapiantate.
Inoltre, la conservazione del sangue cordonale per uso autologo  riduce ulteriormente la probabilità di trovare un'unità di sangue compatibile per la cura dei malati: solo aumentando il numero di donazioni, aumenta la probabilità di avere unità di sangue cordonale idonee per il trapianto.

E' possibile reperire l'opuscolo "Dona il sangue del cordone ombelicale" nei reparti di ostetricia e ginecologia degli ospedali, nei Punti nascita, nei Consultori familiari. Ed è scaricabile nel link di seguito:

"Dona il sangue del cordone ombelicale" (opuscolo, agosto 2011)

La locandina


Per informazioni, rivolgersi al proprio ginecologo, agli operatori dei reparti di ostetricia, agli operatori del Servizio trasfusionale dell'ospedale.

E' inoltre possibile rivolgersi a:

  • Centro Riferimento trapianti dell'Emilia-Romagna051 6363.665; l'email è airt-crter@aosp.bo.it
  • numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale 800 033.033, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30, il sabato dalle 8.30 alle 13.30
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