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Dall’Italia all’India:salvo l'arto di un giovane indiano con innesto osseo dal Rizzoli.

< Irccs Istituto Ortopedico Rizzoli Bologna> , 4 giugno 2012
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Qualche mese fa il responsabile dell’ Ortopedia Oncologica del Bangalore HCG Institute of Oncology, Pramod S. Chinder, ha contattato Marco Manfrini della Clinica Ortopedica e Traumatologica IV a indirizzo Oncologico dell’Istituto Rizzoli al fine di richiedere la consulenza chirurgica per un ragazzo di 22 anni affetto da sarcoma di Ewing dell’omero prossimale destro e già in trattamento chemioterapico. Una volta studiato il caso, Marco Manfrini ha proposto al collega indiano la resezione del segmento osseo affetto da tumore e l’utilizzo di un innesto osseo omoplastico massivo per la ricostruzione dello stesso. Questo avrebbe consentito una ricostruzione anatomica e funzionale dell’omero e della spalla evitando l’utilizzo di protesi sintetiche o l’amputazione dell’arto. L’HCG Institute ha quindi richiesto e acquistato dalla Banca delle Cellule e del Tessuto Muscoloscheletrico (BCTM) dell’Istituto Ortopedico Rizzoli un innesto omoplastico massivo al fine di curare il giovane paziente. Questa nuova esperienza ha confermato la volontà reciproca di proseguire la collaborazione tra i due Istituti, per promuovere la nascita di una Banca del Tessuto Muscolo-Scheletrico presso il Bangalore HCG Institute diretto da BS Ajaikumar.

Ancora una volta i confini si superano, ancora una volta la collaborazione, la passione per la propria professione e lo scambio di competenze portano risultati tangibili.

 Marco Manfrini e Marco Colangeli della Clinica Ortopedica e Traumatologica IV a  indirizzo Oncologico dell’Istituto Rizzoli, si sono recati in India a fine aprile 2012 per operare un ragazzo affetto da sarcoma di Ewing.

Qualche mese fa il responsabile dell’ Ortopedia Oncologica del Bangalore  HCG Institute of Oncology, Pramod S. Chinder, ha contattato Marco Manfrini, con il quale aveva già collaborato nel 2011, al fine di richiedere la consulenza chirurgica per un ragazzo di 22 anni affetto da sarcoma di Ewing dell’omero prossimale destro e già in trattamento chemioterapico.

Una volta studiato il caso, Marco Manfrini ha proposto al collega indiano la resezione del segmento osseo affetto da tumore e l’utilizzo di un innesto osseo omoplastico massivo per la ricostruzione dello stesso. Questo avrebbe consentito una ricostruzione anatomica e funzionale dell’omero e della spalla evitando l’utilizzo di protesi sintetiche o l’amputazione dell’arto.

 

Il Bangalore HCG Institute è un centro oncologico di eccellenza che fa da riferimento a numerosi centri (sistema di reti Hub&Spoke) presenti in varie zone dell’India.

Quello che però manca è un’affidabile Banca del Tessuto Muscoloscheletrico. L’HCG Institute ha quindi richiesto e acquistato dalla Banca delle Cellule e del Tessuto Muscoloscheletrico (BCTM) dell’Istituto Ortopedico Rizzoli un innesto omoplastico massivo al fine di curare il giovane paziente.

È stato il Rizzoli il primo centro italiano ad attivare un rapporto di scambio di tessuto osseo dall’Italia verso l’India, la prima volta nel 2011.

Dopo la trasmissione degli esami radiografici del paziente, l’innesto è stato scelto,  confezionato e spedito dalla BCTM, diretta da Pier Maria Fornasari. L’innesto, giunto al Bangalore Institute in perfette condizioni e conservato alla costante temperatura di -80°C, è stato poi utilizzato dai medici Manfrini e Colangeli,  i quali si sono recati in India, a titolo gratuito, per effettuare insieme a Pramond S. Chinder l’intervento chirurgico.

Il decorso postoperatorio è stato ottimale, a un mese dall’intervento il paziente sta bene e ha iniziato la rieducazione della spalla.

 

Questa nuova esperienza ha confermato la volontà  reciproca di proseguire la collaborazione tra i due Istituti, per promuovere la nascita di una Banca del Tessuto Muscolo-Scheletrico presso il Bangalore HCG Institute diretto da BS Ajaikumar.

Marco Manfrini, dopo questo viaggio, ha ribadito come “lo scambio di esperienze professionali con realtà apparentemente diverse, conferma la ricchezza dei significati etici, tecnici e formativi mai unidirezionali e rinforza  la disponibilità alla collaborazione internazionale.”

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