Autismo: l'esperienza di Parma e il confronto tra gli esperti mondiali

Tra i temi del convegno internazionale che si svolge venerdì 24 febbraio nella città ducale il Centro dell'Azienda Usl dedicato ai disturbi dello spettro autistico, una delle poche esperienze nazionali dove l’assistenza ai malati si integra con la ricerca scientifica sulla malattia, con i servizi sociali comunali, con il mondo della scuola, con le associazioni di volontariato. I risultati del Programma del Servizio sanitario regionale.

Parma, 23 febbraio 2012 - Diagnosi, terapia, riabilitazione, ma anche ricerca, formazione per operatori e famigliari. Sono le attività del Centro per l’autismo dell’Azienda Usl di Parma, parte della rete dei servizi per la diagnosi e la cura dei disturbi autistici del Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna, tra le poche esperienze nazionali dove l’assistenza ai malati si integra con la ricerca scientifica sulla malattia, con i servizi sociali comunali, con il mondo della scuola, con le associazioni di volontariato.

Realizzato in una ex scuola elementare alle porte della città, garantisce ai bambini con problemi dello spettro autistico  la necessaria assistenza sanitaria, sociale ed educativa: per ciascuna fascia d'età vi sono spazi di lavoro individuale e di gruppo (strutturati e non), e laboratori. E’ disponibile una cucina e una stanza relax fornita di letto per promuovere abilità domestiche e di autonomia personale. Sono disponibili  specchi unidirezionali e un sistema di video registrazione con telecamera. L’obiettivo è di effettuare diagnosi il più precoci possibili, fornire ai bimbi e ai familiari le competenze  riabilitative necessarie per il raggiungimento della massima autonomia nella vita personale e sociale. Vi opera una equipe multidisciplinare costituita da operatori dell’Azienda USL e dai ricercatori del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma. Il gruppo di professionisti, accanto all’attività clinica, svolge un importante lavoro di ricerca-azione sullo sviluppo sociale e comunicativo dei bambini con disturbi dello spettro autistico (DSA).

Il convegno: “La nascita della mente sociale: prospettive neuropsicologiche e cliniche”

Un bilancio del primo anno di attività del Centro per l’autismo di Parma, che attualmente segue circa 40 bambini, viene presentato al convegno internazionale “La nascita della mente sociale: prospettive neuropsicologiche e cliniche”,  che si tiene il 24 febbraio a Parma, organizzato dall’Azienda Usl e dal Dipartimento di neuroscienze dell’Ateno della città ducale. Lo studio della “nascita psicologica” dell’individuo, al centro del convegno, offre spunti e indicazioni per facilitare la diagnosi precoce anche dei Disturbi dello spettro artistico.
Alla Camera di Commercio di via Verdi,  a  partire dalle 9, gli esperti di fama mondiale Daniel Stern, Nadia Bruschweiler-Stern, Philippe Rochat e Massimo Ammaniti si  confrontano con Giacomo Rizzolatti e Pier Francesco Ferrari, noti per le loro scoperte sui meccanismi di comunicazione interpersonale (neuroni a specchio).

Il programma del convegno

Scheda sui relatori

Il Programma per l’autismo del Servizio sanitario della Regione Emilia-Romagna

Il Centro per l’autismo di Parma è parte della rete assistenziale costituita in applicazione del programma regionale per l’autismo, il cui obiettivo è seguire le persone con problemi autistici dall’età prescolare all’età adulta, con presa in carico globale fin dalla prima diagnosi.
Il  complesso programma di interventi  si sostanzia in una  stretta collaborazione della rete di tutti  servizi sanitari territoriali e ospedalieri con la famiglia,  con la scuola, con i servizi sociali e disabili dei Comuni e con le associazioni di volontariato. Un “sistema curante”  per seguire la persona autistica in tutte le sue dimensioni e problemi.

La rete dei servizi sanitari è composta dal pediatra di famiglia, a cui spettano la prima valutazione e il successivo eventuale invio dei bimbi con dubbio di disturbo autistico per la diagnosi al Team autismo del Servizio di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, presente in tutte le Aziende Usl dell’Emilia-Romagna, che ha il compito di assicurare la diagnosi e la presa in carico di minori con disturbi dello spettro autistico, applicando i protocolli clinici concordati a livello regionale; Centri di riferimento e coordinamento dei Team autismo, che hanno  il compito di controllare la qualità, l’efficacia e l’appropriatezza clinica dell’assistenza, di programmare la formazione degli operatori, il monitoraggio, la qualificazione dei percorsi, l’accreditamento delle strutture e del programma; i Servizi ospedalieri e Universitari che devono  approfondire la diagnosi delle cause del disturbo autistico e fare ricerca.

I risultati del Programma attivato in Emilia-Romagna. Il percorso di diagnosi e cura per i minori con disturbi dello spettro autistico ha già permesso di ottenere primi importanti risultati: l’abbassamento dell’età della diagnosi e la presa in carico dei bimbi con autismo anche al di sotto dei 24 mesi di età, lo svolgimento di iniziative di formazione rivolte agli operatori sanitari, a insegnanti, educatori, operatori di cooperative impegnate con i minori.
Il futuro del Programma. Per il triennio 2011-2013, viene riservata un’attenzione particolare alle persone con disturbo autistico nella  fascia di età compresa dall’adolescenza all’età adulta. L’obiettivo potrà essere raggiunto attraverso una forte integrazione tra servizi sanitari, sociali, educativi e le famiglie.

Per informazioni sulla rete dei servizi per l'autismo telefonare al Numero Verde del Servizio Sanitario Regionale 800 033 033, tutti i giorni feriali dalle ore 8,30 alle ore 17,30 e il sabato dalle ore 8,30 alle ore13,30; oppure consultare il portale www.saluter.it

I minori in carico ai Servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza a Parma e in Emilia-Romagna

I minori in carico al Servizio di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Azienda Usl di Parma con disturbi dello spettro autistico sono circa 200. Oltre il 20% dell’utenza ha un’età compresa tra 0 e 6 anni, il 50% tra 7 e 14 anni e il restante 30% tra 15 e 18 anni. In Emilia-Romagna sono 1.554 i minori con diagnosi con disturbi dello spettro artistico, pari al 4% di tutti gli utenti dei servizi di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza delle Aziende sanitarie regionali.

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Pubblicato il 23/02/2012 — ultima modifica 23/02/2012
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