Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Tu sei qui: Home Notizie Azienda Usl Piacenza Piacenza - Attivo un ambulatorio per la malattie del respiro correlate al sonno
Sections

Piacenza - Attivo un ambulatorio per la malattie del respiro correlate al sonno

< Azienda Usl Piacenza> , 25 febbraio 2010

a capo all'unità operativa di Pneumologia dell'ospedale di Piacenza

(25/02/2010) - < Azienda Usl Piacenza > - È attivo a Piacenza un ambulatorio per la malattie del respiro correlate al sonno.
Il centro – che si colloca all’interno dell’attività dell’unità operativa di Pneumologia dell’ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza – segue pazienti con sospetta o accertata sindrome delle apnee ostruttive durante il sonno (Osas).
“Si tratta – spiega il primario Pietro Bottrighi – di sintomi diurni (sonnolenza e alterazioni delle performance durante la giornata) associati a russamento notturno. Durante il sonno si registrano episodi ripetuti di ostruzione parziale o completa delle prime vie aeree dovuto a un’accentuazione della lassità muscolare e/o ad alterazioni anatomiche. La cessazione del respiro porta a un calo dell’ossigenazione del sangue e dei principali organi”. 
La persona di norma non si rende conto del russamento né dei microrisvegli ricorrenti correlati alle apnee. La qualità di vita ne può però risentire pesantemente: “Un sonno non ristoratore può portare a una riduzione dell’attività quotidiana, a una ridotta capacità di concentrazione, a una stanchezza e sonnolenza diurne e a rischi sulla salute (malattie cardiovascolari, incidenti stradali ecc.)”.
L’incidenza della sindrome delle apnee ostruttive durante il sonno è in costante incremento: la patologia è ancora sottovalutata dal paziente e spesso sottostimata dai medici. Secondo i più recenti studi emerge infatti che solo una piccola quota di casi, quelli di più severa entità, giungono a una diagnosi. Le apnee ostruttive sono però caratterizzate da importanti risvolti clinici e rappresentano un fattore di rischio per ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica, aritmie cardiache, vasculopatia cerebrale, sindrome metabolica, deficit neuro-cognitivi e della performance diurna (aumento degli incidenti automobilistici e di quelli sul lavoro).
Secondo la letteratura, si può ipotizzare una prevalenza della malattia intorno al 3 per cento, con prevalenze nettamente maggiori nella fascia d’età compresa tra i 45 e i 65 anni. “Questo significa che nel territorio piacentino circa 4 mila persone potrebbero essere affette da questo disturbo”.
Per effettuare una diagnosi della sindrome, la persona deve richiedere – con prescrizione del proprio medico di famiglia – una visita specialistica specifica (e non la tradizionale visita pneumologica).
Con la prima visita si effettua una valutazione clinica del paziente attraverso l’analisi di una serie di parametri. Per i casi più gravi è previsto un successivo monitoraggio completo del sonno tramite applicazione di un poligrafo.
Lo strumento (che il paziente porta a casa per una notte) è programmabile e permette di registrare e poi studiare diversi parametri: flusso aereo oro-nasale, movimenti toracici e addominali, saturazione ossiemoglobinica, russamento, posizione del paziente e frequenza cardiaca.
“Una volta definita la diagnosi attraverso l’esame della polisonnografia – prosegue il dottor Bottrighi – e accertato che siamo in presenza di una sindrome delle apnee notturne grave, diverse sono le opportunità terapeutiche”.
Innanzitutto al paziente sono fornite indicazioni comportamentali  come ad esempio l’importanza della cessazione dell’abitudine tabagica, la riduzione del consumo di alcool e del peso corporeo.
Possono poi essere utili altre valutazioni specialistiche (otorino, diabetologo, dietologio, cardiologo, neurologo, chirurgo maxillo-facciale) per verificare l’eventuale presenza di situazioni anatomiche che favoriscano la chiusura delle vie aeree ed eventuali comorbilità. “Ad alcuni pazienti forniamo poi un presidio che immette nelle vie nasali aria a temperatura ambiente sotto pressione per tenere aperte le vie aeree e impedire quindi l’insorgenza delle apnee ostruttive.” L’ambulatorio delle malattie del respiro correlate al sonno ha registrato, in circa 18 mesi di attività, circa 350 accessi; sono state inoltre eseguite 180 polisonnografie.

Azioni sul documento
Strumenti personali