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"Nuova organizzazione Ambulatoriale" per pazienti con scompenso caridiaco

< Azienda Usl Imola> , 5 gennaio 2011

In sperimentazione un percorso clinico assistenziale integrato per pazienti con scompenso cardiaco

Malattia cronica progressiva e grave, lo scompenso cardiaco è oggi una vera e propria epidemia sociale, che colpisce oltre 14 milioni di europei. In Italia, i malati sono circa 1 milione, 300 mila dei quali di età inferiore ai 60 anni.

 "Lo Scompenso Cardiaco cronico è una patologia caratterizzata da un'ampia eterogeneità del quadro clinico, determinato dagli effetti di varie cardiopatie, dal processo fisiologico di invecchiamento cardiovascolare, dalle comorbilità e dallo stile di vita - spiega il Dr. Cesare Antenucci, direttore della UOC di Cardiologia dell'Ausl di Imola -  Un attento monitoraggio, anche nelle forme cliniche meno rilevanti, è fondamentale per una cura adeguata".

Al fine di offrire una più appropriata, estesa e continuativa presa in carico dei pazienti affetti da scompenso cardiaco cronico, l'Area Vasta Emilia Centro, di cui fa parte l'Ausl di Imola, ha attivato un progetto sperimentale di modernizzazione che intende promuovere l'introduzione all'interno di un Nucleo di Cure Primarie, di un gruppo di assistenza, in cui un infermiere case manager svolge, su assistiti con scompenso cardiaco in fase di stabilità, interventi ambulatoriali, di controllo e di integrazione con i medici di medicina generale di riferimento.

Il progetto vuole anche realizzare, sviluppando le interfacce tra l'area ambulatoriale cardiologica ospedaliera e il Nucleo di Cure Primarie, una struttura organizzativa che preveda l'attivazione di una rete professionale e di approcci globali ed integrati ai problemi della persona, finalizzata a garantire la tempestività dell'accesso, la presa in carico e la continuità tra ospedale e territorio.
Il progetto sperimentale vede pertanto coinvolti ed integrati gli specialisti cardiologi ospedalieri, i medici di medicina generale e gli infermieri ospedalieri e territoriali.

"Già da alcuni anni presso la Cardiologia dell'Ospedale di Imola è presente un ambulatorio dedicato ai pazienti affetti da scompenso cardiaco: oggi questo servizio sarà affiancato da un nuovo ambulatorio territoriale, gestito da infermieri appositamente formati in collaborazione con i medici di famiglia dei pazienti presi in carico - spiega Davide Carollo, direttore del Servizio Infermieristico e Tecnico dell'Ausl e coordinatore del gruppo di lavoro locale.  
 
"In questa prima fase sperimentale, sono stati coinvolti nel progetto gli 11 medici  di famiglia che fanno parte del Nucleo Cure Primarie Imola centro ovest, che hanno selezionato circa 150 tra i loro pazienti, affetti da patologie cardiache di vario tipo - continua il Dr. Fabio Suzzi, referente NCP centro ovest - L'Ambulatorio dello Scompenso Cardiaco Territoriale si trova all'Ospedale Vecchio, presso la sede internucleo di Via Caterina Sforza, 3. Il primo accesso avviene su invio del medico di famiglia e previo appuntamento da concordare, anche telefonicamente, con l'infermiere dedicato, mentre in seguito sarà lo stesso infermiere a programmare gli appuntamenti, sulla base del protocollo predisposto dal gruppo e chiaramente con la possibilità di concordare con noi curanti o con lo specialista cardiologo eventuali variazioni".
 
Nell'Ambulatorio è quindi presente un infermiere che offre un servizio complementare a quello del medico: accoglie, ascolta i problemi, consiglia, esegue la terapia eventualmente prescritta dal medico e si rapporta con le strutture sociosanitarie territoriali ed ospedaliere. L'infermiere segue il paziente anche attraverso un monitoraggio telefonico, per assicurarsi del mantenimento di un buon stato di compenso psico-fisico ed in caso di instabilità clinica contatta l'Ambulatorio dello Scompenso Cardiaco ospedaliero.

"Studi dimostrano che gli assistiti con scompenso cardiaco trattati secondo il modello seguito da questa sperimentazione - conclude Davide Carollo - possiedono maggiori conoscenze, presentano una maggiore compliance al trattamento, utilizzano meno i servizi specialistici con una significativa diminuzione dell'ospedalizzazione. Ciò che ci proponiamo con questa sperimentazione è principalmente la messa a punto di un modello organizzativo che garantisca presa in carico, continuità assistenziale e tempestività di accesso ai servizi per i pazienti con scompenso cardiaco gestiti sul territorio, mediante la necessaria integrazione con i servizi specialistici ospedalieri di cardiologia e attraverso lo sviluppo di competenze di Primary Nursing da parte degli infermieri di Nucleo. Secondariamente la sperimentazione ci permetterà di verificare il livello di adesione da parte degli assistiti al programma diagnostico e terapeutico in relazione all'introduzione del nuovo modello e la potenziale trasferibilità di quest'ultimo negli altri contesti di Nucleo Cure primarie dell'Azienda." 

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