Intervento in Day Surgery su un paziente di 92 anni
Ottimi risultati grazie all'integrazione tra professionisti ospedalieri e volontari
Nei giorni scorsi un paziente di 92 anni è stato operato in Day Surgery (chirurgia di un giorno) per la rimozione di un laparocele epigastrico con ottimi risultati. Un intervento che in genere non viene proposto a chi ha più di 80 anni, per cui si procede tradizionalmente in anestesia generale e con qualche giorno di degenza ospedaliera.
"In questo caso, in considerazione delle buone condizioni di salute dell'anziano e per favorire il suo rapido rientro a domicilio, abbiamo optato per un intervento eseguito in anestesia locale e con dimissione in giornata - spiega il Dr. Romano Linguerri, responsabile della Day Surgery di Castel S. Pietro Terme - Utilizzando alcuni accorgimenti tecnici e in stretta collaborazione con l'anestesista ed il personale di sala, abbiamo svolto l'operazione mirando ad ottenere la soluzione del problema con un intervento semplice, rapido e sicuro".
"Sempre più spesso sottoponiamo pazienti anziani a procedure chirurgiche complesse - continua il Dr Igor Bacchilega, medico anestesista dell'Ausl di Imola - Sicuramente si tratta di una sfida per tutto il personale sanitario, specialmente in Day Surgery, dove il paziente entra al mattino e al pomeriggio viene dimesso. Per ottenere questo risultato occorre pianificare con attenzione ogni dettaglio, dalla selezione del paziente, fino alla terapia antidolorifica domiciliare dopo la dimissione. Durante l'intervento è necessario garantire una protezione totale dal dolore, ma al tempo stesso si deve assicurare un rapido recupero dopo l'anestesia. L'utilizzo di un sistema di infusione computerizzata che calcola la dose ottimale di farmaco da somministrare in base all'età e alle caratteristiche fisiche del paziente ci permette di operare in questo senso: durante l'intervento la quantità di farmaco utilizzata risulta essere quella ottimale, che garantisce una perfetta anestesia e un rapido recupero, anche nel caso di pazienti molto anziani. Inoltre una volta a domicilio, al paziente viene consegnato un protocollo antidolorifico personalizzato sulla base delle sue condizioni di salute e dell'intervento effettuato. Ci siamo concentrati molto su questo aspetto, effettuando anche uno studio per ottimizzare i nostri protocolli antidolorifici per gli interventi più impegnativi. Per il risultato raggiunto devo ringraziare tutto il personale della sala operatoria e del reparto per l'eccellente lavoro che svolge quotidianamente".
Qualità tecnica ed alta professionalità delle equipe coinvolte, ma anche una sperimentazione organizzativa che ha visto l'integrazione del volontariato nella fase di dimissione del paziente. "In effetti l'ulteriore valore aggiunto di questa esperienza è stata la possibilità di trasportare il paziente a casa in ambulanza la sera stessa dell'intervento - aggiunge Linguerri - Questo è stato possibile grazie alla collaborazione di infermieri e volontari della Pubblica Assistenza Paolina, che lo hanno accompagnato gratuitamente dal letto di day surgery direttamente fino al proprio letto di casa. Paziente e famigliari hanno particolarmente apprezzato questa soluzione che ha dato loro maggiore tranquillità: per una persona di 92 anni, per quanto in buone condizioni di salute, evitare il disagio di vestirsi appena operato, di salire e scendere da un'auto e di trasferirsi nel proprio letto è un elemento di confort importante".
Un'esperienza che apre nuove prospettive?
"In considerazione dell'ottimo livello di professionalità ed integrazione dell'équipe medica ed infermieristica di sala della nostra Azienda sanitaria e della loro grande capacità di lavorare insieme - conclude Linguerri - crediamo che lavorando anche sugli aspetti organizzativi e con l'essenziale collaborazione dei medici di famiglia, che sono il primo riferimento dei nostri pazienti, in breve tempo potremo estendere ancora più di oggi la pratica degli interventi in day-surgery senza limiti di età e anche aumentando la complessità tecnica dei casi selezionati. Il gradimento dei pazienti e delle loro famiglie per questa opportunità è molto alto. Il nostro paziente 92enne, poche ore dopo l'intervento, era già nell'orto a controllare le sue verdure. Un bel passo avanti per la qualità della vita".
