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Infortuni sul lavoro nel Circondario Imolese

< Azienda Usl Imola> , 5 giugno 2012

Presentati i dati relativi all'andamento 2011

 Il 2011 fa registrare sul territorio imolese una decisa flessione degli infortuni sul lavoro rispetto all'anno precedente. Il calo è pari al 12,5 % su tutti i settori, con un determinante contributo del comparto edile, dove gli infortuni sono ridotti addirittura del 38% rispetto al 2010 (numericamente il valore più basso degli ultimi 20 anni).

Vi sono però purtroppo una serie di fattori ben noti che ci portano a smorzare gli entusiasmi.

La situazione di stallo del mercato del lavoro, che colpisce trasversalmente tutti i settori produttivi, ci autorizza ad associare al calo degli eventi infortunistici anche un calo delle ore lavorate, con un possibile ridimensionamento del fenomeno osservato.

Il settore edile è naturalmente quello che sta risentendo di più della stagnazione in atto del mercato immobiliare, anche se, paradossalmente, il numero delle notifiche preliminari per l'apertura di nuovi cantieri pervenute alla nostra U.O. nel 2011 è di poco superiore al dato osservato nel 2010.

Ciò è probabilmente legato ad un aumento relativo delle commesse per piccoli lavori edili di ristrutturazione (dove l'ottenimento dei benefici fiscali è anche legato alla presentazione della notifica) a scapito però dell'apertura di nuovi cantieri per la costruzione di opere più importanti.

Come sopra ricordato, il calo degli infortuni quest'anno riguarda tutti i comparti e settori, nessuno escluso, con riduzioni più marcate (oltre all'edilizia) nella metalmeccanica (- 23%) e nella ceramica (-19%) e meno evidenti in agricoltura (-6%) e nel terziario (-5%).

Cala anche la percentuale di infortuni a carico dei lavoratori immigrati in tutti i settori (11,8%) ma non nel settore edile, dove si mantiene stabile al 19%, con una gravità media di prima prognosi leggermente superiore rispetto a quella osservata nei lavoratori italiani.
Riguardo alla natura delle lesioni, le più frequenti continuano ad essere le contusioni, cioè le lesioni fortunatamente meno gravi. Le lesioni più gravi, come le fratture e le amputazioni, incidono complessivamente per un 9% del settore industria-artigianato e raggiungono il 14% nel settore agricoltura.

Nonostante l'influenza negativa dei fattori economici e sociali sopra richiamati sui dati infortunistici di quest'anno, è però doveroso sottolineare il risultato positivo che si osserva dalla lettura degli ultimi dati disponibili INAIL, stabilizzati e comprendenti anche la popolazione lavorativa, da cui emerge una tasso grezzo, per gli anni 2008 e 2009, rispettivamente di 3,4 e 2,9 infortuni per 100 addetti, in costante calo rispetto agli anni precedenti. Tale calo è ancora più evidente in edilizia.

In ciò non può non riconoscersi l'impegno delle istituzioni, delle associazioni e delle forze sociali nella prosecuzione della spinta propulsiva, ognuno per le proprie competenze ed attribuzioni, al mantenimento dei livelli di prevenzione sul territorio.

Queste azioni sono riprese e ufficializzate, quale compito istituzionale prioritario per i Servizi di prevenzione nei luoghi di lavoro delle AUSL, nel Piano Regionale della Prevenzione 2010-2012, dove l'attenzione dedicata al calo degli infortuni e all'emersione delle malattie professionali impone il mantenimento di una costante attività di vigilanza e prevenzione come strumento per contribuire all'obiettivo di tutela del bene primario della sicurezza sul lavoro.

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