I coordinatori dei Nuclei di Cure Primarie di Forlì e Cesena studiano da manager alla Bocconi.
Sabato 24 e domenica 25 settembre 2011, al Ceub Bertinoro, iniziativa formativa congiunta delle Aziende Usl di Forlì e Cesena, per rendere ancora più efficace l’azione dei Nuclei, a tutto beneficio dei cittadini.
I coordinatori dei Nuclei di Cure Primarie di Forlì e Cesena studiano da manager alla Bocconi. Domani e domenica, al Ceub di Bertinoro, è, infatti, in programma un apposito corso di formazione full-time organizzato congiuntamente dalle Aziende Usl di Forlì e Cesena, in collaborazione con la Sda Bocconi di Milano.
L’obiettivo dell’iniziativa è fornire ai coordinatori logiche e strumenti concettuali per interfacciarsi efficacemente sia con la direzione dell’Azienda sia con i colleghi, così da creare le condizioni affinché il Nucleo di Cure Primarie realizzi pienamente le finalità sottese alla sua costituzione.
«I Nuclei di Cure Primarie sono unità organizzative territoriali ad alto contenuto di integrazione multiprofessionale e di servizi, diretti ad offrire al cittadino il massimo di capacità di risposta associato al massimo di accessibilità – illustrano i docenti del corso, il prof. Federico Lega e la prof.ssa Alessandra Saggin, della Sda Bocconi dell’Università Bocconi di Milano – pertanto, il coordinamento dei nuclei richiede precise competenze e spiccate doti di leadership». In pratica, ciò significa imparare a orientare i comportamenti, sviluppare una mentalità collaborativa, diffondere valori comuni, e riuscire a farsi seguire anche senza l’uso dell’autorità; tutto questo, agendo sulla cultura individuale e organizzativa.
«I partecipanti, nelle due giornate di studio – proseguono i docenti– verranno aiutati a sviluppare una condivisa consapevolezza del proprio ruolo, a partire dalla riflessione sulla loro esperienza lavorativa, così come previsto dai modelli didattici più utilizzati per lo sviluppo individuale (self-empowerment e reframing)».
In questo modo, le due Aziende Usl di Forlì e Cesena mirano a supportare e accompagnare i coordinatori in un percorso formativo volto a consentire loro di esercitare più efficacemente il loro ruolo, a beneficio sia dei cittadini sia dei colleghi.
I Nuclei di Cure Primarie, come previsto dal Servizio sanitario regionale della Regione Emilia-Romagna, intendono portare le cure all’interno del contesto di vita del cittadino, favorendo una presa in carico globale delle principali patologie croniche e un corretto accesso ai servizi specialistici, operando in stretta integrazione coi servizi sociali e con quelli sanitari di secondo e terzo livelli. I Nuclei si configurano quindi come unità organizzative territoriali dotate di una precisa sede di riferimento, al cui interno i medici di medicina generale operano a stretto contatto col Servizio Infermieristico, l’Assistenza specialistica di primo livello, i Servizi aziendali sanitari e sociali, a supporto dell’assistenza medica erogata sul territorio e con l’obiettivo di realizzare percorsi condivisi per la continuità dell’assistenza.
Nel comprensorio dell’Azienda Usl di Forlì, sono attivi 10 Nuclei di Cure Primarie, 5 a Forlì e altrettanti nel territorio. A Cesena, invece, ne sono presenti 7: 3 nel contesto urbano di Cesena, 1 nella Valle del Savio, 3 nell’Area Rubicone (Cesenatico, Gambettola e Savignano).
Ogni Nucleo ha una propria sede territoriale di riferimento, cui afferisce un certo numero di medici. Questi ultimi, oltre a prestare servizio nel proprio ambulatorio, sono presenti, a turno, nella sede di nucleo, dove tutti i pazienti dei professionisti coinvolti, nel caso necessitino di prestazioni ambulatoriali urgenti - legate, ad esempio, all'insorgere di coliche improvvise, di eruzioni cutanee, di dolori auricolari, di dolori e sintomi vari insorti o aggravatisi repentinamente ma tali da non richiedere l’ingresso al Pronto Soccorso, o alla richiesta di esami urgenti necessari a seguito di dimissioni ospedaliere e/o consulenze specialistiche - possono accedere anche al di fuori dell'orario di servizio del proprio medico. In questo modo si garantisce una maggiore accessibilità nell’arco della giornata e si favorisce la presa in carico degli assistiti con patologie croniche, salvaguardando nello stesso tempo il rapporto di fiducia fra paziente e medico di famiglia.
