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Euromelanoma 2012 - anche Ferrara aderisce all'iniziativa.

< Azienda Ospedaliero-Universitaria Ferrara> , 4 maggio 2012

Euromelanoma 2012 - anche Ferrara aderisce all'iniziativa.

Euromelanoma

La Sezione di Dermatologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria S.Anna di Ferrara parteciperà lunedì 7 maggio all’Euromelanoma, giornata organizzata a livello europeo per l’informazione e la sensibilizzazione inerenti ad un problema sanitario di grande rilievo: il melanoma cutaneo.  L’occasione dell’Euromelanoma 2012, con notizie divulgative diffuse sulla stampa o televisione, potrà essere utile per sviluppare una maggiore consapevolezza sul problema del melanoma cutaneo, con l’auspicio che l’educazione alla prevenzione possa portare sia ad una progressiva riduzione dell’incidenza di questo pericoloso tumore sia ad una sua sempre più precoce diagnosi.

Il melanoma è un tumore maligno che origina dal melanocita, cellula preposta alla sintesi della melanina, il principale pigmento della cute. Il melanoma può insorgere su cute sana o da un nevo preesistente. Il rischio di sviluppare melanoma è correlato a fattori genetici, ossia alla predisposizione individuale, al numero complessivo dei nevi presenti sulla cute e a fattori ambientali, in particolare all’esposizione di radiazioni ultraviolette ed alle scottature solari. Il melanoma può insorgere già in età giovanile e adulta.

La prognosi del melanoma è correlata a specifiche caratteristiche cliniche ed istologiche del tumore primitivo, in particolare al suo spessore nella cute e alla eventuale diffusione linfonodale. Ne deriva che la diagnosi precoce di melanoma, stadio iniziale, determina una migliore prognosi e consente, nella gran parte dei casi, la guarigione completa del paziente con la sola asportazione chirurgica del melanoma stesso. Al contrario, la diagnosi tardiva aumenta il rischio che il tumore abbia raggiunto un maggiore spessore o si sia disseminato a distanza, mettendo a rischio la sopravvivenza del soggetto.

L’asportazione chirurgica rappresenta la terapia di prima scelta per il melanoma ed è curativa nella maggioranza dei casi di malattia localizzata, cioè in stadio precoce. Negli stadi più avanzati, oltre all’asportazione chirurgica del tumore primitivo, si rende necessario il ricorso al prelievo ed all’analisi del “linfonodo sentinella”.

L’incidenza del melanoma in Italia allo stato attuale è di circa 13 casi annui su 100.000 abitanti, con un progressivo aumento delle diagnosi rispetto al passato. L’incidenza nella provincia di Ferrara si attesta sui livelli nazionali, anche in questo caso con una tendenza all’incremento dei nuovi casi nel corso dell’ultimo decennio. Tuttavia negli ultimi anni, in base alla casistica della Sezione di Dermatologia di Ferrara, si segnala un dato confortante: tra i melanomi diagnosticati è aumentata la percentuale di quelli in stadio precoce. Questo riscontro è la conseguenza, con ogni probabilità, di una crescente sensibilizzazione nei confronti del melanoma, che spinge i soggetti ad una maggiore attenzione verso le lesioni pigmentate della pelle e ad una più sollecita consultazione del Dermatologo.

La principale finalità dell’Euromelanoma è proprio quella di fornire informazioni ai cittadini sul melanoma e di dare gli opportuni orientamenti soprattutto in termini di prevenzione.

Per prevenzione si intende, innanzitutto, una maggiore cautela nei riguardi dell’esposizione alla luce solare o di lampade e lettini abbronzanti. Di primaria importanza è anche il suggerimento di effettuare l’autoesame periodico della cute, con l’obiettivo di individuare tempestivamente possibili segnali di insorgenza del melanoma. In particolare, macchie della pelle già esistenti che cambiano di forma, colore o dimensione o macchie che insorgono su cute precedentemente indenne, devono indurre alla consultazione medica. Il dermatologo è lo specialista di riferimento per la valutazione dei nevi melanocitici e, in generale, delle lesioni pigmentate della cute, poiché ha le competenze e la strumentazione necessarie per una valutazione approfondita. Attraverso l’osservazione in epiluminescenza manuale e digitale il dermatologo è infatti in grado di individuare prontamente l’eventuale presenza di nevi “sospetti”.

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