Il Programma di screening per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori del colon-retto in Emilia-Romagna: i dati al 20 marzo 2006 a un anno dall'avvio del programma
Invitati per classe di età e sesso al 20 marzo 2006
Nel primo anno di attività sono stati spediti 413.813 inviti, pari al 40% della popolazione bersaglio corrispondente a 1.034.000 persone da invitare in due anni - entro il 21 marzo 2007.
Pertanto, a un anno dalla sua attivazione, l´avanzamento del programma, che possiamo esprimere come percentuale di popolazione invitata rispetto a quella da invitare in un anno è oggi dell´80%. Il numero teorico di persone da invitare, corrisponde a metà della popolazione bersaglio: 517.000 persone. Il monitoraggio del programma ha mostrato un progressivo incremento di inviti/mese: infatti il ritmo degli inviti è andato via via aumentando in tutte le Aziende USL, e solo nei primi mesi del 2006 sono state spedite 188.614 lettere di invito.


Al 31.12.2005 erano state invitate 225.199 persone, di queste, al 20 marzo 2006, 98.332 hanno eseguito il test (di cui 44.268 uomini e 54.064 donne). L´adesione media è pari al 43,7%, ma bisogna considerare che il programma prevede l´invio di una lettera di sollecito a tutte le persone che non hanno risposto: si stima, considerando l´efficacia di tale azione, che quando saranno completati i solleciti l´adesione raggiungerà il 50%.
Il Gruppo Italiano per lo Screening Colorettale (GISCoR) propone uno standard accettabile del 40% e desiderabile del 60%. Le prime esperienze nazionali, significative per ampiezza, di programmi basati sulla ricerca del sangue occulto mostrano che il nostro risultato si può considerare decisamente buono in relazione all´avvio recente del programma.
Infatti il trend di adesione (persone che hanno ricevuto l´invito nel 2005 e hanno aderito entro il 20 marzo 2006) si conferma in netta crescita rispetto alla rilevazione precedente (38,6% a fine novembre 2005): è ancora superiore nelle donne (45,4%) rispetto agli uomini (41,8%), ma con una differenza meno marcata rispetto alla precedente rilevazione.

L´approfondimento diagnostico tramite colonscopia è stato necessario per il 6,1% di coloro che hanno effettuato il test (specificamente nel 7,5% degli uomini e nel 5,0% delle donne). La percentuale di positività al test, che determina la necessità di approfondimento tramite esame colonscopico aumenta con l´età (da 3,8 nella classe d´età 50-54 a 7,5 nella classe 65-69), conformemente alle aspettative.
Anche la più alta positività negli uomini rispetto alle donne non stupisce, in considerazione della maggior incidenza di lesioni del colon-retto nel sesso maschile.
I test che sono risultati inadeguati alla lettura sono molto contenuti, rappresentando lo 0,4% di tutti i test eseguiti. In questi pochi casi, le persone sono invitate a ritirare un nuovo kit per ripetere l´esame.
DATI SUGLI APPROFONDIMENTI E SULLE LESIONI MALIGNE E BENIGNE IDENTIFICATE
Tra i 225.199 invitati nel 2005 che hanno eseguito il test (98.332) per la ricerca di sangue occulto e il cui esito era positivo (6.013), il 71% (4.268 persone) ha eseguito il previsto successivo accertamento tramite esame colonscopico.
Tra questi è stata riscontrata una lesione del colon retto nel 58,5%.
Nel 27,3% di tutte le persone che hanno eseguito la colonscopia nell’ambito del programma è stata riscontrata la presenza di polipi ad alto rischio di degenerazione, e nel 7,3% è stata fatta diagnosi di carcinoma.
Il programma ha quindi permesso di identificare 313 tumori maligni tra le persone che hanno effettuato gli accertamenti (183 negli uomini e 130 nelle donne). Di questi oltre la metà è risultato ad uno stadio precoce di evoluzione, tale da permettere di intervenire con cure meno invasive (e con verosimile miglior prognosi).
I dati disponibili delle serie storiche dei tumori colorettali nella popolazione di 50-69 anni nella nostra regione, in epoca pre-screening, mostrano che solo il 22% dei tumori invasivi era diagnosticato in uno stadio precoce. Tenendo conto che non abbiamo ancora una completa definizione diagnostica di tutti i casi riscontrati, possiamo comunque già dire che il programma di screening ha permesso di elevare questa percentuale almeno al 34%.
L’approfondimento tramite colonscopia ha inoltre accertato la presenza di polipi ad alto rischio in 1.165 persone. Poiché si stima che, se non curate, il 25% di queste lesioni possono progredire verso forme maligne, si può dire che il programma di screening ha permesso di prevenire la formazione di circa 300 tumori del colon-retto che, in assenza di intervento, si sarebbero manifestati clinicamente negli anni successivi. E’ da sottolineare che la quasi totalità di queste lesioni può essere asportata per via endoscopica (anche durante lo stesso esame colonscopico di approfondimento) e non richiede intervento chirurgico.
Poiché alcune persone aderiscono allo screening anche dopo qualche mese dal ricevimento della lettera di invito, in particolare dopo la lettera di sollecito, i numeri rilevati al 20 marzo ‘06 sugli accertamenti degli invitati nel 2005 sono probabilmente ancora sottostimati; inoltre alcuni dati relativi agli esami eseguiti non erano ancora pervenuti ai Centri Screening.
L’adesione all’accertamento colonscopico per le persone risultate positive al test, ad esempio, è dell’86,5% (invece che il 71%), se si considerano solo coloro che avevano già riconsegnato il campione nel 2005 anziché gli invitati nello stesso anno. Questo dato ci permette di stimare con migliore precisione il tasso di identificazione (o Detection Rate) di lesioni del colon-retto tra le persone che hanno partecipato allo screening. Infatti, assumendo una tale adesione, il tasso di identificazione di carcinomi è di 3,9 ogni mille persone che hanno effettuato l’esame di screening (4,9‰ nei maschi e 3,1‰ nelle femmine). Il GISCoR, nella sua prima rilevazione relativa all’anno 2004, riporta un tasso grezzo di 2,8‰, ma occorre tenere presente che nella nostra realtà la maggior parte degli invitati nel 2005 (48%) erano in età 65-69, classe in cui la prevalenza delle lesioni è più alta.
Il tasso di identificazioni di polipi ad alto rischio è di 14,4‰ (19,8‰ nei maschi e 9,9‰ nelle femmine); i dati riportati dal GISCoR sono:11,6‰ (16,2‰ maschi e 7,6‰ femmine).
Il programma, inoltre, ha un tasso di identificazione di polipi a basso rischio di degenerazione pari a 12,6‰.
Questo significa che lo screening ha identificato una qualche lesione del colon-retto in 31 ogni mille persone che hanno partecipato al programma.



